Pastore sicuro: “A Roma per sentirmi importante”. Diawara torna in gruppo, mentre Zaniolo ‘rimanda’ la 10

Pastore sicuro: “A Roma per sentirmi importante”. Diawara torna in gruppo, mentre Zaniolo ‘rimanda’ la 10

Il Flaco elogia Fonseca: “E’ bravo a gestirmi”. Smalling-United, prosegue la trattativa. E Pau Lopez si racconta ai media spagnoli

di Gianluca Viscogliosi

Il Flaco si è preso la Roma. Anche se con un anno di ritardo. Dopo le prestazioni notevoli dell’ultimo periodo e la ritrovata forma fisica, Javier Pastore è sicuramente uno dei volti della squadra di Fonseca. “Il mio obiettivo è quello di essere sempre a disposizione dell’allenatore, in ogni momento“, ha spiegato l’argentino, “Per novanta o dieci minuti. Voglio stare bene fisicamente e portare la Roma più in alto possibile. Il calcio è un gioco di squadra e se la Roma finisce in alto è perché tutta la squadra ha fatto bene, non solo un giocatore”. E tra i segreti di Pulcinella della sua rinascita c’è il rapporto con il tecnico: “La cosa più importante è la fiducia che ci dà e il modo in cui ci parla. Io ho avuto diversi allenatori e ho appreso tanto da tutti: posso dire che questo staff tecnico ha un’enorme voglia di fare e bene e di vincere”. Tecnica, esperienza, ma soprattutto una qualità fuori dal normale, doti con le quali Pastore riesce a esaltare anche le caratteristiche dei compagni di squadra, in una posizione da vero numero 10. Come ha ribadito con forza l’ex Simplicio: “Javier deve giocare trequartista, deve giocare nello stesso ruolo di Totti per fare il fantasista. Può fare la differenza, ma solo se è libero dalle coperture e solamente se può inventare calcio”.

TEMPO – Chi ha allontanato – al momento – l’idea di ereditare proprio la pesante 10 è stato invece Nicolò Zaniolo. In un’intervista a UEFA.com il giovane giallorosso, esaltato dal ct Nicolato,dal mentore Guidi e ancora dall’ex ‘nemico’ Capello, ha mostrato infatti tutta la sua maturità: “Se Totti mi proponesse di indossare la maglia numero 10 non ci penserei neanche ad accettare. Terrei la mia, ma per una forma di rispetto. Di Totti ce n’è uno e quello che posso fare è soltanto continuare a migliorarmi“. Quello stesso percorso che ha iniziato quest’anno nella Capitale Pau Lopez. Giornata di nostalgia per il portiere giallorosso, che ha avuto modo di tornare sul suo addio burrascoso al club che lo ha cresciuto, l’Espanyol: “Ho perso l’affetto della gente, il rispetto delle persone… Spero di riuscire a recuperarlo un giorno“.

CONCENTRAZIONE – Se a Napoli faticano a digerire la sconfitta di sabato, con il presidente De Laurentiis stizzito dalla conferma della squalifica ad Ancelotti e con l’ex Manolas che ha ammesso i limiti azzurri, nel quartier generale di Trigoria la testa della squadra è tutta rivolta verso l’impegno con il Gladbach. Soprattutto Fonseca, che oggi ha ritrovato Diawara in gruppo, vorrà mettere al Borussia Park l’ipoteca sulla qualificazione, nel match che verrà diretto dallo spagnolo Manzano, una vera e propria bestia nera per le italiane. L’arma in più dell’allenatore, specialmente in ottica campionato, sarà però la capacità di far riposare i suoi, con la Roma che dalla Germania volerà direttamente in Emilia-Romagna per la sfida di Serie A con il Parma. Chi ha sempre l’occhio vigile sulla squadra è il diesse Petrachi, in queste settimane alle prese soprattutto con l’operazione Smalling. Nonostante dal Brasile assicurino come il direttore sportivo sia in trattativa avanzata per Pepé del Gremio, il riscatto del difensore inglese rappresenta la priorità massima in casa romanista. E lo ha spiegato anche l’intermediario Tiziano Pasquali: “Pure lo United vuole chiudere l’operazione, entrambe le parti vogliono portare avanti l’affare“.

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