Covid-19, Fienga: “Nessuno ha chiesto di andarsene”. La Roma tenta l’affondo per Smalling e Miki

Covid-19, Fienga: “Nessuno ha chiesto di andarsene”. La Roma tenta l’affondo per Smalling e Miki

Parla anche Calvo: “La Protezione Civile ci ha ringraziato, ma non ci fermiamo. Siamo felici di essere una sorta di braccio operativo, ma non abbiamo l’ambizione di poter risolvere l’emergenza”

di Dario Marchetti, @@dariomarchetti7

Giorni difficili per l’Italia che deve fare i conti con norme sempre più stringenti a causa del Coronavirus. I campionati, così come gli allenamenti, restano sospesi, mentre le finali di Champions ed Europa League vengono rinviate a data da destinarsi in attesa che l’emergenza passi. Nel frattempo i giocatori della Roma continuano ad allenarsi a casa come testimoniano i social. Dzeko su tutti si divide tra la vita da papà e quella da atleta, ma anche Veretout non è da meno. “La giornata tipo ora prevede sveglia, colazione, attività fisico, caccia al tesoro con i figli e disegni” dice il francese a Canal Plus. Poi aggiunge: “Nella chat che abbiamo con i compagni cerchiamo di farci forza a vicenda”. Parallelamente, però, i giallorossi cercano anche di infondere speranza aiutando chi in questo momento è in prima linea contro il Covid-19. Lo ricorda oggi Diawara: “Continuate a donare”, mentre il club sui suoi profili social posta le foto dei medici che lavorano giorno e notte per fermare questo virus.

PARLA LA DIRIGENZA – Dell’attenzione al sociale della Roma ne parla anche Francesco Calvo: “Abbiamo avuto un plauso della Protezione Civile, oltre che lavorare a fianco dell’assessorato alla Sanità della Regione Lazio. Siamo felici di essere una sorta di braccio operativo. Non abbiamo l’ambizione di poter risolvere l’emergenza, ma nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare”. Il Chief Operating Officer giallorosso non parla di stadio e del passaggio di proprietà, ma del tentativo di ricucire lo strappo con il pubblico: “La Roma è cresciuta tanto a livello internazionale. Adesso stiamo cercando di ribilanciare, cercando di riportare una presenza capillare in città, cosa che secondo me si è persa”. Più spigolose, invece, le tematiche alle quali risponde Fienga, come l’ipotesi di decurtazione di una parte dello stipendio ai calciatori per l’inattività di questo periodo con l’ad giallorosso che si esprime così: “Qui bisogna mettere in sicurezza tutto il sistema calcio, parlare solo di stipendi è riduttivo. Si può partire anche da quelli dei top manager, allora. Ci sono tante ipotesi, è probabile che si debba ripartire da un livello inferiore per tutti”. E se negli altri club, vedi anche Brozovic con l’Inter, la voglia di lasciare l’Italia per raggiungere le famiglie lontane è forte, a Roma “nessuno ha chiesto di andare via” ha ribadito Fienga, il quale per ora può contare su zero casi di positività da Coronavirus.

MERCATO – In tutto questo a Trigoria non si tralascia il calciomercato. Qualora si giocasse oltre il 30 giugno sarebbero necessarie delle proroghe per contratti e prestiti in scadenza e proprio su quest’ultimi la Roma sta lavorando più alacremente. A partire da Smalling che potrebbe trovare in Koulibaly un alleato prezioso per restare in Italia. Il Manchester United sembrerebbe intenzionato ad andare sul centrale del Napoli e questo garantirebbe più margine di manovra ai giallorossi con i Red Evils. Poi c’è il capitolo Mkhitaryan. La volontà è di trattenerlo e in questo caso a dare una mano potrebbe essere l’agente dell’armeno, Mino Raiola, visti i buoni uffici con Trigoria. Rimanendo in Premier si lavora anche al rinnovo del prestito di Zappacosta, mentre Kolarov sarebbe stato inserito nella lista dei desideri di Mihajlovic per il Bologna. Discorso a parte per Gravenberch, centrocampista dell’Ajax, inseguito anche dalla Juventus e sul quale i lancieri starebbero alzando un vero e proprio muro. Dall’estero, invece, parlano di un sondaggio telefonico per Montiel, terzino destro del River Plate inseguito da mezza Europa. Tutto questo con un occhio di riguardo al monte ingaggi perché se dovesse naufragare il piano A (l’arrivo di Friedkin), la Roma potrebbe ritrovarsi di fronte a un ridimensionamento che partirebbe proprio dagli stipendi dei suoi calciatori.

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