Calvo: “La Roma, i tifosi e la città saranno una cosa sola”

Calvo: “La Roma, i tifosi e la città saranno una cosa sola”

Il d.g. tra iniziative del club anti virus e futuro: “La Protezione Civile ci ha ringraziato, ma non ci fermiamo”

di Redazione, @forzaroma

Lo confessiamo: subito: ci abbiamo provato. Avendo al telefono Francesco Calvo, COO (Chief Operating Officer) della Roma, il tentativo di chiedergli di Dan Friedkin e della trattativa in corso per acquisire il club, lo si è tentato, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Ma è stato l’unico, cortese dribbling che abbiamo ricevuto, il che ci ha fatto tornare alla realtà più malinconica.

Ecco uno stralcio delle dichiarazioni del dirigente giallorosso rilasciate al quotidiano sportivo.

Abbiamo avuto un plauso della Protezione Civile, oltre che lavorare a fianco dell’assessorato alla Sanità della Regione Lazio. Siamo felici di essere una sorta di braccio operativo. Non abbiamo l’ambizione di poter risolvere l’emergenza, ma nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare. In un momento in cui lo sport è bloccato, abbiamo convertito una parte del club al lavoro su due fronti: su come coinvolgere i tifosi e come coinvolgere aziende partner nella solidarietà “.

State operando per ricucire il rapporto con la città?
Esatto. In questi anni la Roma l’ho osservata dall’esterno ed è cresciuta tantissimo a livello internazionale. Adesso però stiamo cercando di ribilanciare, cercando di riportare una presenza capillare in città, cosa che secondo me si è persa. Faccio un esempio: se vado in giro, dai ristoranti alle officine, alle pareti ci sono le foto degli anni Ottanta, quelle dello scudetto e poi ci si è fermati, come se negli ultimi vent’anni la Roma fosse sparita dalla città. Ecco, noi vogliamo riportala dalla gente”.

A suo parere che ruolo occupa il calcio nella società.
Tendenzialmente, io provo a non prendermi troppo sul serio. Il calcio non è una priorità, ma riveste un’importanza sociale. Chi vi lavora è un privilegiato, però è una responsabilità perché lavoriamo con i sogni delle persone. Il calcio genera soldi e illusioni. Dobbiamo esserne consapevoli“.

Da stratega commerciale, è stata una sfortuna gestire la Roma proprio quando sono andati via Totti e De Rossi?
Sicuramente è stato un momento storico particolare. Inutile però piangersi addosso, L’età è un dato di fatto su cui non possiamo fare nulla. Dobbiamo guardare al futuro e provare a cercare altre forme di promozione del marchio“.

Parliamo di stadio, si aspetta il via libera al nuovo impianto.
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere… Il coronavirus porta rallentamenti su tutto speriamo che lo stadio sia uno dei meno impattati, quanto meno nell’iter. E poi se dovrà ripartire l’Italia con grandi investimenti, così ci sarebbe di meglio di uno stadio?“.

 

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