Roma, il Gent per scrollarsi la crisi e Petrachi vicino ai saluti. Pallotta: “La cessione non condizioni”

Roma, il Gent per scrollarsi la crisi e Petrachi vicino ai saluti. Pallotta: “La cessione non condizioni”

La formazione di Fonseca lavora per la sfida di Europa League. Il tecnico: “Non molliamo ora”. Piacciono Ibrahimoglu del Rapid Vienna e Klostermann del Lipsia

di Saverio Grasselli, @SaverioGrassel1

Hangover. Una Roma ancora convalescente ha bisogno di un colpo di reni per riassestarsi e non sciupare l’occasione di giovedì sera contro il Gent. A dare la scossa, con tutta probabilità, torneranno in campo Cristante e Kolarov, con Perez pronto alla sua prima da titolare. Dai belgi arriva invece l’ultimatum: “Vi sorprenderemo”. La squadra di Fonseca risponde con i fatti, a Trigoria, nel suo secondo giorno di preparazione al match di Europa League: la seduta si è divisa tra palestra e campo, con Pastore ancora una volta a parte. “Si può fare bene, la Roma ha tutte le carte in regola per rialzarsi e la cessione non deve condizionare la squadra”, queste le parole di Pallotta, volte quasi a dare una scossa dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Fonseca è della stessa opinione e scuote i suoi uomini all’interno dello spogliatoio: “Non si può mollare ora”.

CRISI – Ma il 2020 della Roma è ancora alla ricerca della vera svolta: i punti arrivati dai primi impegni del nuovo decennio sono da retrocessione, la bufera scatenata da Petrachi non accenna a placarsi e segna, quasi definitivamente, la fine del suo operato nella Roma. Spuntano già i primi nomi per il successore, quelli di Berta e Faggiano. Una crisi globale, che naturalmente investe anche la squadra: Lorenzo (l’ex Magnifico) Pellegrini, che non brilla più come nel 2019 anche a causa della microfrattura al piede non ancora completamente smaltita o il reparto difensivo, guidato da Smalling, a cui però non basta il leader inglese per evitare la caterva di gol subiti. Un mese per rinascereGent (andata e ritorno), Lecce, Cagliari, Sampdoria, Milan e Udinese per tornare a convincere e ad accennare anche un piccolo sorriso.

RINASCITA – Una resurrezione che passa perciò dallo studio del futuro, volto ad evitare capitomboli anche nelle stagioni a seguire. La Roma guarda ai profili più adatti per il suo avvenire, continuando a puntare su giovani di talento da accostare a giocatori già affermati: interessano in quest’ottica Ibrahimoglu del Rapid Vienna – su di lui anche il Chelsea – e Klostermann del Lipsia. Proprio per il terzino dei tedeschi, i giallorossi potrebbero inserire nella trattativa Patrick Schick, definitivamente rinato nel Lipsia: “I numeri dicono che mi trovo meglio qui”, scocca la frecciatina il ceco. Poi l’apporto dell’esperienza di giocatori già grandi: sul taccuino degli osservatori Mertens, Vlahovic e Bonaventura.

ALTRO – Un mercato di opinioni che deve però aspettare la fine di questo delicato momento, anche e soprattutto in funzione del passaggio di proprietà. “La cessione societaria non incide sulle prestazioni degli uomini che scendono in campo” afferma Cafu e sono subito flashback, salti nel passato, ricordi indelebili. Non c’è bisogno però di tornare così tanto indietro per ricordare i grandi campioni che nella Roma ci sono passati, per poi lasciare la Capitale per rispetto del  fair play finanziario: ed è così che con la memoria si riesulta per le parate impossibili di Alisson o gli scatti fulminei di Salah, i filtranti al millimetro di Pjanic o gli inserimenti di Lamela. Tutti calciatori che, in queste settimane, si giocheranno gli ottavi di Champions League, lasciando ai tifosi giallorossi la possibilità di guardarli splendere altrove.

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