Fair play: ora l’Uefa mette nel mirino le plusvalenze fittizie. Problemi per le italiane?

Fair play: ora l’Uefa mette nel mirino le plusvalenze fittizie. Problemi per le italiane?

Dopo la stangata al City per le sponsorizzazioni gonfiate, i funzionari di Nyon studieranno correttivi al regolamento per arginare il ricorso eccessivo al trading dei calciatori, fenomeno in crescita tra i nostri club

di Redazione, @forzaroma

Dopo la pesante sanzione subita dal Manchester City, l’Uefa mette nel mirino le plusvalenze, in particolar modo quelle fittizie. Come scrive gazzetta.it, visto che la vendita dei calciatori rappresenta un asset patrimoniale importante per le squadre di calcio, tutte le società che vogliono partecipare alle competizioni europee devono far registrare una perdita massima aggregata di 30 milioni nell’arco del triennio. Questo ha indotto spesso i club a fare un uso spropositato delle plusvalenze, anche gonfiandole. Per questo il  Club Licensing Committee dell’Uefa farà qualcosa per evitare ricorsi eccessivi a queste metodologie. La Roma, tra i grandi club in Italia, in termini assoluti, è quella che ha avuto maggiori incassi dalle plusvalenze, basti pensare alla stagione 2018-19 dove i giallorossi ne hanno registrato per 130 milioni, rinunciando ai vari Alisson, Manolas, Pellegrini, Strootman.

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