Perez: “Roma è il mio futuro” e il rinnovo di Zaniolo può attendere. Piace Lemar

Parla anche Mkhitaryan che promuove Fonseca: “Ogni giorno imparo da Fonseca”. Intanto Kluivert scalpita: “Non vedo l’ora di tornare in campo”, ma il vice presidente FIFA è stato chiaro: “Immagino un calcio senza pubblico nel 2020”

di Dario Marchetti, @@dariomarchetti7

Giovedì il puzzle del calcio avrà qualche tassello in più al suo posto. La settimana chiave per dare delle prime risposte a una possibile ripresa delle attività è cominciata e a Roma i calciatori scalpitano. Vedi Kluivert, che sui propri profili social ha scritto: “Non vedo l’ora di ricominciare”. Poi c’è Carles Perez, anche lui, impaziente di ripartire: “Ho molta voglia di uscire di casa e andare ad allenarmi a Trigoria con i miei compagni, godermi il calcio che è la mia vita”. I dubbi, però, restano ancora tanti e mercoledì andrà in scena il primo round con l’incontro tra le istituzioni del mondo del pallone e il Ministro Spadafora. Dal meeting può arrivare l’ok per tornare ad allenarsi dal 4 maggio seguendo il protocollo federale, ma il nodo più grande sembra esser rappresentato dal fatto che i test ematici che saranno obbligatori per calciatori e staff non sono ancora stati validati. Inoltre i tamponi respiratori scarseggiano anche per medici e infermieri. Così il calcio rischia di slittare. Una cosa è certa, se si riprenderà sarà a porte chiuse. “Immagino partite senza pubblico in questo 2020” ha detto il vicepresidente FIFA.

FUTURO – Insomma, programmare le mosse future per i club non è affatto facile. La Roma ci sta provando e la rinuncia volontaria di giocatori e staff a 4 mesi di stipendio è il primo segnale di unità verso una crisi feroce nei confronti dei conti del club giallorosso. La speranza poi è di provare a trattenere i migliori e tra questi c’è anche Mkhitaryan, il quale non passa giorno senza elogiare Fonseca: Mi piace lavorare insieme perché capisce bene il calcio. Ogni giorni imparo da lui”. A far sorridere i tifosi ci pensa Zaniolo che continua a rilasciare dichiarazioni d’amore alla sua squadra. “Mi piacerebbe esserne una bandiera” ha detto ieri a Sky Sport. Per un altro rinnovo, però, c’è ancora tempo, come sottolineato anche dall’agente: “Non è il momento di parlarne. Bisogna prima tornare alla normalità e superare questo brutto momento dovuto al Covid-19. Poi quanto sarà importante Nicolò per la Roma lo vedremo più avanti. Qui ha trovato il giusto ambiente per emergere”. Dunque dopo il prolungamento di quest’estate si dovrà aspettare ancora un po’ per un altro adeguamento di contratto. Petrachi poi deve fare i conti anche con il mercato e dalla Spagna inizia a rimbalzare il nome di Lemar dell’Atletico Madrid. Con Simeone, nonostante i 70 milioni spesi, non è esploso ed il suo valore è sceso. Motivo per cui il diesse giallorosso lo segue con interesse. Chissà, magari vestirà la maglia giallorossa della prossima che, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe riportare in auge il “Lupetto” di Gratton sulla divisa da trasferta.

PEREZ – Sicuramente la indosserà Carles Perez, oggi protagonista di una lunga intervista con un giornalista spagnolo. Ha parlato anche della sua scelta di venire a Roma: “Avevo diverse offerte. Dalla Germania, dalla Spagna e dall’Inghilterra. Mi ha chiamato Fonseca e mi ha trasmesso fiducia totale”. E quando gli viene chiesto se avesse un rimpianto per non esser rimasto a Barcellona visto l’infortunio di Dembelè, lui risponde così: “Ora non ci penso. Sono un giocatore della Roma, il mio presente e il mio futuro sono qui”. Un filo d’amarezza resta comunque per esser stato lasciato andar via dalla società blaugrana: “Era il mio sogno. Ho lavorato per arrivarci sin da quando a cinque anni ho cominciato a giocare a pallone. L’addio è stato duro, l’ho vissuto male, non lo capivo. Mi è dispiaciuto il comportamento che hanno avuto con me”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy