Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
RETE SPORT
CARLO ZAMPA: “Finalmente è arrivato il rinnovo. Totti li ha dovuti convincere di nuovo sul campo a forza di prestazioni. Per me è scampato un pericolo: non ci venissero a raccontare che era già programmato tutto da tempo, perché non è così. Spero che il capitano riesca ad alzare un trofeo prima di lasciare la Roma. L’anno prossimo sarà anche l’ultimo anno di un altro grande giocatore: Daniele De Rossi".
ANDREA DI CARLO: "È importante fare chiarezza con i nostri ascoltatori che in questi giorni si ritrovano disorientati davanti a notizie che vengono smentite una dietro l'altra. I giornalisti al seguito del presidente hanno lavorato come sempre con grande impegno, ricevendo quasi sempre scherzi o prese in giro. 'Non vedo nessuno' e dopo 15 minuti si palesa Spalletti, 'non ho incontri in programma' e Sabatini lo attendeva dentro e per finire: 'Totti? Miami è un posto ideale per incontrarci' due ore prima della firma sul contratto. Ci vorrebbe un po' di rispetto in più e di chiarezza"
CHIARA ZUCCHELLI: “James Pallotta viene in città ogni sei mesi, il suo arrivo viene sempre caricato di significato ed ogni sua parola è ridondante. Non bisogna credere al presidente quando dice che alla Roma non servono i 30 milioni di euro per risanare il bilancio, perché poi lui torna a Miami e le responsabilità delle vendite eventuali di qualche giocatore andrebbero a ricadere solo su Sabatini e Baldissoni, non su di lui”.
ALESSANDRO CRISTOFORI: “Sono passati cinque anni, la Roma ha movimentato tanti giocatori: da Iturbe a Doumbia, molti sono investimenti sbagliati. Non tutto è andato liscio come l’olio. Dopo cinque anni ancora si parla della famiglia Sensi. Ormai non si può più definire “nuova proprietà”: dopo così tanti anni ormai non hanno nulla di nuovo".
PAOLO FRANCI: "Io mi chiedo perché questa storia della clausola per Pjanic esca solo in questo momento. Noi lo diciamo da molto tempo: si vuole far passare Pjanic come un mercenario. Facendo uscire questa notizia del 10% della clausola al giocatore, dai un’immagine del bosniaco pessima. Bisogna vedere se qualcuno viene davvero e paga questi 38 milioni per il giocatore. Ogni volta che un giocatore viene ceduto, questo viene fatto diventare un mercenario dalla Società, come è stato per Benatia lo scorso anno".
UGO TRANI: “El Shaarawy è stato uno dei migliori ieri, ha fatto un'ottima partita. Che Nainggolan batta cassa è normale, che poi sia giusto o sbagliato è un altro discorso, ma lui è un idolo per i tifosi quindi non è sbagliato. Anche quelli degli anni ‘80 battevano cassa, Falcao per primo, e lo fanno anche i dirigenti. Vogliamo i calciatori forti, poi non li vogliamo vendere e ci lamentiamo se vogliono essere pagati, invece i dirigenti non hanno vinto niente e sono laidamente pagati. Perché Baldissoni ha battuto cassa? Sarei molto contento se Zanzi andasse all'Inter”.
ALESSANDRO ANGELONI: “Nainggolan? Non mi sembra abbia detto cose sconvolgenti. E’ normale che quando si presenta il Chelsea un calciatore batta cassa”.
MAURIZIO CATALANI: “De Rossi sembra Di Stefano rispetto a Thiago Motta, non capisco come si faccia preferire lui al romanista. Le parole di Pallotta, Sabatini e Spalletti? Credere alle dichiarazioni dei protagonisti in questo momento è difficile. La nostra carta di credito era ed è Spalletti. Pjanic l’ho aspettato tanto, alla fine è mezzo arrivato negli ultimi 3 mesi con Spalletti e ora me lo danno via?”.
LUCA VALDISERRI: “Non credo che un allenatore al momento possa incidere più di tanto nelle strategie di una società. Quando sento chi dice ‘La garanzia è Spalletti’ penso: ma garanzia di cosa? Spalletti è un allenatore. Non è arrivato qui per arrivare secondo, ma poi come e quale sarà la squadra che dovrà allenare dipende solo in parte da lui. A chi credere tra Pallotta, Sabatini e Spalletti? Non credo a nessuno, ma visto che lo dice il presidente devo credere a lui. Ma non è perché è bravo o perché mi sta simpatico, ma perché è il presidente. Poi se verranno venduti 3 giocatori da qui alla fine, dovrà rendere conto di queste parole. La Roma può uscire bene dal discorso Pjanic solo se la Juventus paga la clausola”.
MASSIMILIANO MAGNI: “Le dichiarazioni di Nainggolan lasciano pensare, non è che chiariscano molto. Per non parlare di quelle di Spalletti e Sabatini, che più o meno dicono la stessa cosa, mentre poi c’è Pallotta che dichiara tutt’altro. Bisogna capire a chi dare retta. A me sembra che Nainggolan stia battendo cassa”.
FRANCESCA FERRAZZA: "Oggi dovrebbe essere il giorno del rinnovo di Totti. C’era l’ipotesi che ad incontrare Pallotta per la firma del contratto sarebbe stato soltanto Leonardi, invece dovrebbe essere lo stesso numero 10 giallorosso ad incontrare il presidente".
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