Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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ALESSANDRO AUSTINI: “Secondo me la Roma sarà più organizzata perché avrà 3 mesi di preparazione con Spalletti. L’allenatore ha molta presa sui giocatori, anche se è un tipo di tecnico che stressa la rosa a lungo andare. E’ necessario sicuramente vincere qualche trofeo per alimentare gli animi, in questi cinque anni c’è un dato sconcertante: 10-0, dieci trofei per la Juventus e zero per la Roma. Non è possibile che per vincere qui devi fare per forza qualcosa di clamoroso”.

ADRIANO SERAFINI: "Sabatini non si aspettava che Pallotta gli cambiasse i piani su Totti. Pallotta vuole prendere in giro i giornalisti o i tifosi? Perché se dici queste cose appena atterri a Roma, i tifosi ci credono. Quello che ha detto Spalletti che non può dare sicurezze perché il mercato è sempre aperto è il modo migliore di parlare ai tifosi perché mantieni aperte le due vie: tenere i giocatori o cederli. Se Pallotta riuscirà a rimettere le cose a posto senza vendere nessuno, saremmo tutti contenti e sarebbe impossibile dargli contro. Ruediger è il più sostituibile dei giocatori della Roma".

RICCARDO 'GALOPEIRA' ANGELINI: "Nainggolan non è e non sarà un infame anche se andrà via. Il calcio è totalmente cambiato e i tifosi hanno tutto il diritto di pensare che una società forte non vende i pezzi migliori ma, o la Roma gli rinnova il contratto, rinnovato 9 mesi fa, adeguandolo all'offerta dell'Chelsea o lo vende. Il Chelsea sta alla Roma come la Roma sta a Cagliari, Nainggolan amava Cagliari ma quando è arrivata una squadra più forte e ricca è venuto a Roma. Ora è arrivato il Chelsea, una squadra più ricca e famosa, ed è normale che il giocatore venga tentato".

DARIO BERSANI:Ieri sera De Rossi è arrivato a 18 reti in Nazionale, più di Rivera. Una cosa ormai è chiara: in maglia azzurra il numero 16 gioca molto più libero e più sciolto, con meno pressioni. Con la Roma nell’ultimo periodo non è riuscito ad avere questa continuità, mentale più che fisica. Tatticamente è un mostro di bravura, in Nazionale si sente giocare un po’ più scarico”.

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