Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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IACOPO SAVELLI: “Le dimissioni di Zanzi? Ma a noi di chi è il CEO della Roma cosa ce ne frega? Ma perché ne dobbiamo discutere? Pensate che a Firenze i tifosi si interroghino mai sul fatto se Cognigni resta o se ne va? Dobbiamo parlare di altro, sono cose che solo a Roma possono scatenare delle discussioni. A me di chi sarà il nuovo CEO della Roma non interessa. Florenzi? Un giocatore duttile di straordinaria qualità, lo vorrebbero tutti un giocatore come lui in rosa”.
MASSIMILIANO PALOMBELLA: “Florenzi è un giocatore duttile che piace a qualsiasi allenatore. Sul ruolo di terzino, però, ci sono dei punti interrogativi. Credo che diventerà un terzino se si decide di impostarlo esclusivamente in quel ruolo. Lui ha delle carenze quando gioca terzino, la Roma in qualche occasione ne soffre. Io lo terrei, però nella sua carriera rimane l’uomo che sa fare diverse cose e rischia di non essere un titolare fisso. A meno che, ovviamente, non si compra alcun terzino destro”.
PAOLO FRANCI: “Ho un debole per l’uomo De Rossi. Vivo con dolore che questo sia un ragazzo che non sia stato compreso da tutti. Ha detto chiaramente che ha rischiato di non andare in Nazionale per pensare alla Roma. Le sue parole sulla questione Totti-Spalletti? Saggio come sempre. Mi piace anche il passaggio sul fatto che quando andrà via da Roma, se lo farà, sarà solo per un’esperienza totalmente distante dalla Capitale. Questo ti dà l’idea del tormento che vive nel suo rapporto con la Roma. Ritengo il suo legame con la Roma più forte e più dannatamente meraviglioso rispetto a quello di Totti”.
UGO TRANI: “Zanzi? Si dice che i migliori se ne vanno sempre… Come direttore generale prendere Ausilio, ma la sostanza è che la Roma deve cambiare. A me piaceva Zanzi, perché se proprio devo perdere lo faccio con il sorriso. Zecca l’ha indicato Graziani. Ruediger deve essere confermato. Il tedesco venduto per acquistare El Shaarawy? Non ci posso credere, ma almeno quei soldi la Roma non li ha messi da parte?”
ALESSANDRO ANGELONI: “Ho sorriso quando ho letto delle dimissioni di Zanzi. Una persona che non centrava nulla nel discorso Roma e che ogni tanto spuntava. Si tratta di una ristrutturazione della società? Non capisco perché prenderla alla larga e partire da quello che apparentemente ha meno influenza nel club. Il primo allora sarebbe dovuto essere Sabatini. Zecca al posto di Zanzi mi sembra un po’ troppo, il ruolo di Ceo-amministratore delegato è importante, per me il vero candidato può essere Baldissoni”.
MASSIMO CECCHINI: “Zanzi dimesso? Io sono convinto che dietro questa sua aria paciosa tutto sommato dal punto di vista del lavoro sia un uomo meno sprovveduto di quanto sembri. Secondo me in qualche carica Fifa o Uefa ritroveremo Zanzi tra qualche anno. Adesso sarà Zecca gli occhi e le orecchie di Pallotta, ma non è detto che diventi Ceo”.
LUCA VALDISERRI: “Pallotta quanti dirigenti ha già cambiato? Non pochi. Pjanic è l’unico rimasto della prima era, oltre a Baldissoni che curava l’intermediazione tra la banca e la società americana. Anche Pallotta crede che non sia stato fatto il salto di qualità definitivo”.
MASSIMILIANO MAGNI: “Mi immaginavo che Zanzi fosse un punto di riferimento dentro Trigoria, tra i dipendenti. Lui è di una gentilezza incredibile, forse mai vista nel calcio. Ma capisco anche che questa sua caratteristica non possa giustificare lo stipendio che percepiva. Mi auguri che questo sia l’inizio di una ristrutturazione all’interno della dirigenza”.
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