Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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FEDERICO NISII: “Spalletti quest’anno ha fatto un miracolo, riprendendo per i capelli una squadra che stava precipitando nel baratro. Quindi io mi affiderei a Spalletti per i prossimi anni, ma solo come allenatore. Non deve sconfinare in altri campi societari”
PIERO TORRI: “Credo che Spalletti voglia vedere i comportamenti della società. Io sono convinto che a Miami Pallotta deve aver detto qualcosa di importante al tecnico toscano, ma un conto è dire e un altro è fare. Il presidente deve mantenere le promesse”.
DARIO BERSANI: “I problemi dell’Italia sono principalmente in attacco, non è un caso infatti che le squadre top di Serie A non hanno centravanti italiani. Il migliore nel girone di ritorno tra gli azzurri è stato senza dubbio El Shaarawy, ma serve anche altro davanti. Se si continuano a sbagliare tutti i pronostici sul fatto che la Roma sia competitiva, e non lo è mai, è anche doveroso criticare chi ogni anno pensa a una Roma da scudetto. Dzeko? E’ il momento di cercare giocatori prima di personalità, poi di tecnica”.
AUGUSTO CIARDI: “La Roma ad inizio stagione era competitiva, non è vero che era una squadra scarsa. Si è sbagliato invece ad inizio campionato a dire che i giallorossi avrebbero vinto lo scudetto a spasso. Lì è stato l’errore. Poi il calcio non è algoritmo ed è successo quello che noi tutti sappiamo. Ma non era sbagliato dire che questa squadra aveva del potenziale”.
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