Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
TELE RADIO STEREO
GIANCARLO DOTTO: "La cessione di Gervinho? Abbiamo perso il nostro giocattolo più divertente: non mi scordo mai che il calcio deve essere associato alla gioia e al divertimento. Per me è una perdita: ci ha fatto vedere cose stupefacenti, ci ha regalato stupore"
FEDERICO NISII: "La più grande sconfitta di questo percorso americano è sul campo, dove io raramente ho visto in cinque anni un calcio fatto di giovani, arrogante ed allo stesso tempo interessante che all'inizio del quinquennio il ds Sabatini proponeva"
ALESSANDRO AUSTINI: “Continuiamo a commettere l’errore di dire che il difensore o Perotti ed El Shaarawy siano arrivati con Spalletti, ma sarebbero arrivati anche con Garcia. Non è il tecnico toscano che è arrivato e ha consegnato la lista. Sabatini è riuscito a cedere a circa 19 milioni un giocatore di quasi trent’anni. Secondo me può arrivare qualcuno a centrocampo solo se ne va via uno, cioè Ucan. Adesso torneremo a contare anche Strootman, stando però attenti perché è fermo da due anni. Questi due nuovi attaccanti devono essere pronti per l’11 titolare, dovesse continuare la crisi di Salah, altrimenti che li hai presi a fare? L’egiziano è in grande difficoltà atletica, sembra la brutta copia di quello che abbiamo visto troppo poco a Roma e con più continuità a Firenze".
MARCO MADEDDU: “La componente umorale di Gervinho influisce molto. Quando è carico ti fa la differenza, se non lo è… Spalletti se lo sarebbe tenuto volentieri, ma con la sua partenza ora ci guadagnano tutti. La fase di vittorie consecutive di quest’anno è strettamente legata alle prestazioni dell’ivoriano. Ma ora si volti pagina, con i soldi che arrivano da lui, da Doumbia e da Iturbe mi auguro che si operi in maniera importante sul mercato. C’è un bisogno assurdo di gente fresca di gamba e di mente. Tra cartellini e stipendi parliamo di una quarantina di milioni e mi tengo basso”.
GIANLUCA PIACENTINI: “Scontro tra Gervinho e Spalletti? Lo spogliatoio della Roma è uno spogliatoio che ti logora, Spalletti non poteva entrare in punta di piedi per ristabilire dei comportamenti e delle regole. Mi è piaciuto molto come ha ripreso Florenzi al momento della sostituzione, se vengono permessi alcuni comportamenti non va bene e Spalletti lo sa. È attraverso la cultura del lavoro di Spalletti che si può uscire da questa situazione, guardate il Napoli di Sarri. Se la Roma dovesse arrivare terza sarebbe già una cosa positiva per come la stagione si è messa, poi dall’anno prossimo si ripartirebbe con una squadra più spallettiana”.
GABRIELE ZIANTONI: “Da dopo il derby Florenzi lo vediamo in campo molto nervoso, l’altro giorno è stato ripreso anche da Spalletti. Ma cosa accade a questo giocatore? È nervosissimo, quasi irriconoscibile, parla tantissimo in campo”.
UBALDO RIGHETTI: “Florenzi? Non dico che si è montato la testa, assolutamente. Secondo me sta bene fisicamente, ma deve ritrovare la sua giusta dimensione. È un uomo di fascia ma deve trovare nuovamente questo grande equilibrio dentro di sé, ma non è una questione tattica. Questa è una squadra piatta”.
AUGUSTO CIARDI: “Se vuoi vincere non puoi vendere subito i giocatori forti, guarda la Juventus. Questa sessione del calciomercato possiamo già definirla un’edizione flop. Per me la Roma non ha bisogno di una rivoluzione nella prossima estate. Manolas venduto a giugno? È una cosa che non avrebbe logica, non puoi permetterti di vendere l’unico giocatore che sta facendo qualcosa di decente quest’anno. Sennò altro che Udinese… Se fanno così vuol dire che non hanno capito niente di come funziona il calcio in Italia e in Europa. Continuo a vedere una squadra che non cambia mai passo, mancano gli spunti, e Gervinho ha mascherato per tanto tempo questo”.
DARIO BERSANI: “Garcia in quella conferenza aveva visto lungo, la Juventus è su un altro mondo. Ma non solo sul campo, anzi, parlo soprattutto della struttura societaria. Qui dopo 5 anni sei al punto di partenza. In questo vorticoso giro di attaccanti e mezze punte, tu cambi, inventi, moltiplichi, sottrai, dividi, cambi 5 allenatori, e poi nemmeno una coppetta sei riuscito ad avvicinare? La situazione deve cambiare, speriamo al più presto. Chissà se Spalletti questo squadra o se fosse più fiducioso. La Roma non va più, una partita vinta delle ultime 12 certifica uno stallo pericolosissimo. La Roma ha bisogno di una rivoluzione nella prossima estate”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA