Alcuni ricordi rimasti per anni in un cassetto, sono tornati a galla grazie ad una foto
Totti-show in Turchia: prima lo scherzo a una turista, poi l'inganno dal gelataio
Facebook può ancora regalare sorprese. Dato per social superato, è in realtà ancora capace di far riemergere storie e ricordi. Ed è il caso di Alessandro Simonetta. Forse i più giovani non lo ricordano, ma è stato un’ex promessa del settore giovanile della Roma. Si è allenato con Totti, De Rossi e ha vissuto un ritiro sotto la guida di Fabio Capello. Quei ricordi, rimasti per anni in un cassetto, sono tornati a galla grazie a una foto. Una richiesta semplice, pubblicata in un gruppo Facebook chiamato "Fotomontaggi amatoriali": "Un ricordo a cui tengo molto. Vorrei sapere se qualcuno potesse migliorare la foto". L’immagine era sfocata. Lui con Totti, in ritiro. Da lì è partito tutto. In poche ore la situazione è esplosa. Centinaia di commenti, molti carichi di nostalgia: "Sei stato il mio idolo", "Quanti gol che facevi". Solo che, in molti casi, non si riferivano al calciatore reale. Ma al suo alter ego digitale. Simonetta, oggi 40 anni e assistente capo della Polizia Penitenziaria, è diventato un caso unico nel mondo dei videogiochi. Nel manageriale Scudetto, poi Football Manager, era stato trasformato in un attaccante leggendario: potenziale altissimo e costo basso.
Un mito digitale, nato senza che lui lo sapesse. "Ho scoperto questa cosa solo durante il Covid", ha raccontato a Repubblica. "Per anni non sapevo nulla. Poi mi hanno scritto e mi sono messo a ridere. Io a Scudetto non ci ho mai giocato". La sua carriera reale, però, è andata in un’altra direzione. Cresciuto nel settore giovanile della Roma, ha vissuto il ritiro con Fabio Capello e si è allenato anche con Totti. "Avevo 17-18 anni, eravamo in America con la squadra. Ricordo ancora quei giorni". Poi, il possibile esordio in Champions League con i giallorossi guidati da Delneri: "Ero a scuola. Mi chiamano dall'ufficio del preside e io penso: cavolo, ma che ho combinato? Invece era Bruno Conti. Mi dice: stasera non prendere impegni, che sei convocato per la partita. Dopo la scuola mangia e vai in ritiro. Mi sono ritrovato in panchina contro il Real Madrid dei Galacticos”. Tra gli episodi più curiosi, anche un gesto di De Rossi. "Mi si erano rotti gli scarpini e gli chiesi per scherzo un paio. Il giorno dopo me li portò. Questo dice tutto su di lui". Convocato anche per una tournée in America e inserito nel giro della prima squadra, la sua carriera si è poi fermata dopo un grave infortunio al perone. Da lì il percorso tra Serie B e Serie C, fino alla scelta di lasciare il calcio professionistico. E a godersi la nuova vita da Poliziotto Penitenziario: "Oggi ho un posto fisso, sto a Casal del Marmo, lavoro con i detenuti - è un lavoro difficile ma ricco di soddisfazioni".
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