Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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ALESSANDRO CRISTOFORI: “Dire ‘io sto con Totti’ o ‘io sto con Spalletti’ significa prendere in pieno la direzione sbagliata. Qui ci si divide su tutto, figuriamoci ora. Ieri si è arrivato a fischiare l’allenatore della Roma che ti ha portato 5 vittorie consecutive, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Mi interrogherei sul futuro di Spalletti, Roma la viviamo tutti e sappiamo bene tutti che da qui in avanti, se questo allenatore dovesse incontrare difficoltà, gli verrebbe comunque rinfacciato quanto successo questi giorni”.
SANDRO ‘FUFFO’ BERNARDINI: “Si è aperta una faida tra i pro-Totti e i pro-Spalletti… per noi il bene supremo è la Roma. Ieri c’è stata una partita che poteva essere delicatissima, per 20/30 minuti la squadra ha anche sofferto per quanto successo poche ore prima. L’ambiente è quello che è, cerchiamo il più possibile di non creare ulteriori divisioni. Se dovesse andar male qualcosa, per Spalletti diventerebbe durissima qui a Roma”.
UGO TRANI: “Mi dispiace che non posso parlare di calcio per parlare di altro, e lo devo fare nel giorno più triste dal punto di vista sportivo della Roma che seguo da anni. Questa è una città che cerca di dimenticare le cose orrende che sono state fatte in questo periodo, ma la giornata di ieri è proprio triste. Si potrebbe parlare di tante cose belle: la Roma vince e gioca bene, Dzeko segna la sua prima doppietta in campionato, ritorno Strootman… Ma la giornata di ieri è triste perché la missione è compiuta: io pensavo che nella trappola ci fosse finito solo Totti, invece ci è finito anche Spalletti. Tutti e due li unisce una comunicazione della società pari a zero. Ci stanno cancellando tutto. Tutto il mondo parla di Totti e secondo Baldissoni invece non c’è? Io mi aspetto le dimissioni del dg. Qui non c’è da stare con Totti o con Spalletti, qui c’è da stare con la Roma. E a Trigoria c’è gente che non può governare la Roma. Baldissoni alla DS ha dichiarato che la giornalista del Tg1 entrando a Trigoria aveva detto che l’intervista riguardava i mondiali del 2006. La giornalista ovviamente ha smentito il fatto, più e più volte giustamente.”
MAURIZIO CATALANI: “I protagonisti della vicenda Totti sono quattro: l’amore dei tifosi della Roma, la società, Totti e un secchio di vernice. Sono cinque anni che qualcuno ha in mano quel secchio di vernice, è un esercizio semplice rovinare le icone, come voleva fare quel signore con il taglierino con la Gioconda. Per noi Totti è la Gioconda, è un quadro straordinario che non va infangato. Sono cinque anni che la società ha in mano questo secchio di vernice per sporcare, ma nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Francesco ha sopportato per cinque anni ma adesso non ce la fa più. Questo contratto dirigenziale che ha Totti è stato fatto dalla famiglia Sensi, non da questa società. Spesso i piccoli uomini soffrono la presenza dei grandi uomini. Questa società sta dividendo la tifoseria”.
LUCA VALDISERRI: “Il caso Totti? Non riesco a scindere il discorso città-tifoseria con quello della società e basta. È come quando sbatti per la prima volta in un amico che ti tradisce o la prima fidanzatina che si mette con il tuo migliore amico. Non gestire un caso può avvenire in due diversi modi: o perché non lo sai gestire o decidi di non volerlo gestire. Da quando è arrivato Spalletti il caso Totti è come metti il latte sul fuoco, dopo un po’ esce”
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