Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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UGO TRANI: “Non sono favorevole all’idea di dare un determinato tempo a Spalletti, non puoi chiedere il bel gioco dopo 3 giorni di lavoro. Oggi c’è il risultato davanti a tutto, oggi vado a prendere i punti. Se fai risultati in questo periodo di ingresso del nuovo allenatore, dopo arriva anche il gioco. Tu sai che quest’allenatore si è fatto riconoscere per il gioco, sai che in un modo o nell’altro quello te lo porta, ma non può certamente portarlo già oggi”.

ALESSANDRO ANGELONI: “La conferenza stampa di Spalletti? Non mi aspetto tanto a livello di dichiarazioni, ha già parlato, però farà piacere ritrovarlo. Io piuttosto sono curioso per la partita di domani. Io spero che lui in questi 10 anni, da quando è arrivato a quando è ritornato, si sia evoluto anche sotto l’aspetto del carattere. Do per scontato che sia migliorato da un punto di vista tecnico, vorrei vedere anche un uomo più maturo rispetto a quello che arrivò 10 anni fa. A me piacerebbe vedere un’apertura nei confronti dei tifosi, una sinergia tra la gente e la squadra. Che l’entusiasmo che sento nell’aria sia concreto e visibile e non soltanto etereo. In campo vorrei vedere una squadra che sappia giocare a calcio, che vada in automatico”.

LUCA VALDISERRI:Garcia è stato l’allenatore giusto per uscire dalla situazione terribile che c’era due anni e mezzo fa, per ridare un senso ad una squadra ridotta ai minimi termini psicologici. Poi ci può stare che nel momento in cui si è risolto quel problema quella squadra avesse bisogno di qualche istruzione tattica in più. Io non credo al discorso ‘In un pomeriggio abbiamo fatto più tattica che in 3 anni’. Ora si riparte da esigenze diverse, questa Roma ora deve avere delle certezze tattiche. Anch’io aspetto dei risultati, se questa squadra poteva vincere lo scudetto allenata da chiunque, figuriamo se allenata da Spalletti”.

PAOLA DI CARO:Io non sono stata tra quelli che auspicavano dal principio l’arrivo di Spalletti, né sono tra i super-spallettiani. Sono però in fiduciosa attesa che si cambi marcia e si ritrovi un gioco convincente. Da Spalletti pretendo dei risultati, penso che il cambiamento serva proprio ad ottenere qualcosa sin da subito, ovviamente non lo scudetto. Non mi è piaciuto il trattamento riservato a Garcia, un po’ troppo freddo. Non mi è piaciuta nemmeno la contemporaneità dell’arrivo di Spalletti con le voci riguardanti la partenza di Gervinho”.

MASSIMO CECCHINI:Nel nostro campionato Gervinho è un calciatore che fa ancora la differenza, però è chiaro che se la Roma troverà le occasioni buone per fare plusvalenza andrà a farla. Attualmente vale circa 12 milioni, a 14 milioni sarebbe ben pagato. Dovrà essere sostituito, ma sono convinto che il Gervinho dei tempi migliori lo ricorderemo per un po’. Acerbi è un giocatore che mi convince abbastanza, mi sembra pronto. Tonelli lo conosco meno”.

MASSIMILIANO MAGNI:Quando se ne andò nel 2009, era lo stesso Spalletti a chiedere tanto un centravanti. Ora eccolo, ce l’abbiamo: Dzeko. Vincere lo scudetto, stando ora a 34 punti, sarebbe un’impresa. Sei nella condizione di doverle vincerle quasi tutte. Alla Roma serve soprattutto un terzino destro e si va a prendere Adriano che è un terzino sinistro? Mi sembra un’operazione un po’ strana. Mi convince più Tonelli che Acerbi. Io ci penserei bene prima di dar via Gervinho”.

CHIARA ZUCCHELLI:Parlando con gli ex di Spalletti, tutti ripetono che lui è uno che adatta il modulo ai giocatori che ha. Magari con questa Roma qui non farà il 4-2-3-1. Scudetto? Un 10% di speranza ancora me lo tengo”.

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