Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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GIANCARLO DOTTO: “Io capisco la difficoltà di sopravvivere al lutto per la perdita di un giocatore come Totti, ma questo era il momento di voltare pagina e questa era la valutazione di Pallotta. Questa è una città ossessivamente orientata a percepire ed ascoltare gli umori di Totti, tottiana nell'anima. Quello di Totti diventa un cappio soffocante per la Roma, ma pure per la possibilità di far crescere nuovi leader e per la possibilità di potersi costruire una nuova realtà senza la presenza di un Totti incombente. Sono molto preoccupato e scandalizzato da una città che esiste e vive solo per un giocatore, questa è idolatria”.
FEDERICO NISII: “Alle 22.30 di ieri è terminata la stagione. Per la Roma sarà terzo posto: un passo indietro rispetto agli ultimi anni, ma comunque si è restituita un’anima e un’identità a una squadra svuotata e che non aveva più nulla da dare. Un prodigio che Spalletti ha compiuto in poco tempo. Io mi auguro che le parole ribadite da Pallotta vengano rispettate. Quando dice che non vuole vendere né Pjanic né Nainggolan per me dev'essere una rassicurazione. La cessione di Pjanic potrebbe essere quasi accettabile, quella di Nainggolan no. Nainggolan e Strootman devono essere i primi acquisti di questo calciomercato”.
PIERO TORRI: “Mi piace sottolineare il girone d ritorno di questa Roma, mi piace contraddire quello che aveva detto Garcia l'anno scorso, perché il gap rispetto all'anno scorso diminuirà. La Roma fa 43 punti nel girone di ritorno, dimostrando di essere una squadra che vale di più dei 77 punti che ha in classifica, e da questi punti deve ripartire. Pallotta l'ha detto due volte che la Roma non vende Pjanic e Nainggolan, se ciò non dovesse succedere, perché già nel passato è successo, la figura sarebbe enorme”.
ALESANDRO AUSTINI: “Pjanic è stato sincero e furbo secondo me, perché ad un giocatore conviene sempre dire queste parole quando sei oggetto di mercato. Io non so se esiste una società che paghi la clausola per lui, ma è un prezzo importante e la Roma se ne farebbe una ragione. Lui è forte e decisivo, lo dicono i numeri, ma ha anche dei limiti e non ti cambia la vita con continuità. Io dei giocatori che la Roma ha venduto forse rimpiango solo Marquinhos, gli altri non hanno fatto i fenomeni in giro”
RICCARDO ‘GALOPEIRA’ ANGELINI: “Temo che sabato a Milano, visto che non c’è più l’obiettivo secondo posto, la squadra ‘sbraghi’ e non vinca. Questo è sempre stato un nostro difetto”
DARIO BERSANI: “Il Napoli è Higuain, si parla dell’80% della squadra. Sarri ha fatto un ottimo lavoro sulla difesa, li ha messi insieme, ha migliorato le prestazioni dei centrocampisti, ma Higuain ha segnato 33 gol. Se lo avesse avuto la Roma avrebbe vinto lo scudetto, non solo per i gol ma per la cattiveria dell’argentino. Come si fa a calare di concentrazione con un rompiscatole lì davanti? La cessione di Nainggolan? Lui è insostituibile, per me sarebbe un dramma”
AUGUSTO CIARDI: “Il discorso Nainggolan adesso è quasi simile a quello di Totti. Dopo prestazioni del genere al capitano bisogna assolutamente rinnovargli il contratto, mentre il centrocampista belga bisogna obbligatoriamente blindarlo e non cederlo. Se proprio dovesse andar via un giocatore, non credo che sarà lui”
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