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Dybala e Abraham dicono sì: vogliono esserci con il Salisburgo

Dybala e Abraham dicono sì: vogliono esserci con il Salisburgo - immagine 1
L'inglese insiste per mettersi a disposizione ed è probabile che venga convocato. Paulo ha solo oggi per tornare a lavorare con il gruppo

Redazione

Dybala non ha ancora recuperato del tutto e fino a ieri ha dovuto limitarsi a un semplice lavoro individuale; Abraham è alle prese non tanto con la mascherina-occhiali alla Osimhen, quanto con i punti - ancora freschi - sulla palpebra e con il gonfiore che gli procurano sull’occhio. Giocare, avevano riferito inizialmente i medici che lo hanno avuto in cura dopo la partita con il Verona, è una follia. A distanza di due gioni, filtra maggiore ottimismo, almeno per la convocazione: molto dipenderà da come Tammy starà oggi, prima dell'allenamento. Se il gonfiore sarà diminuito, l'edema si sarà in parte assorbito, potrà indossare la protezione e scendere in campo per l'allenamento. L'inglese, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, insiste per mettersi a disposizione ed è probabile che venga convocato. Sul suo impiego dal primo minuto, qualche dubbio resta. Meno folle invece pensare l'utilizzo della Joya, dato che i controlli strumentali non avevano evidenziato lesioni. Dybala non si allena da venerdì scorso e ha solo oggi per tornare a lavorare con il gruppo. Di positivo, almeno, c'è il pieno recupero di Pellegrini, che ha saltato la sfida di domenica con il Verona proprio per smaltire sovraccarichi vari del passato. Le alternative sono pronte: se Abraham e Dybala dovessero cominciare dalla panchina, al loro posto giocherebbero Belotti ed El Shaarawy.

Domani lo stadio registrerà l'ennesimo pienone: il ventiquattresimo, anche se non consecutivo. Sempre pieno in campionato ed Europa League, non in Coppa Italia. E' l’effetto Mou, che dura ormai da tempo e chissà quanto durerà ancora. Le voci sul suo addio sono insistenti (in Inghilterra parlano di De Zerbi come post José), lui aspetta di parlare con i Friedkin, anche se ha un contratto che scade nel 2024. Ma l’ad della Roma, Pietro Berardi, sostiene che alla fine resterà. «La mia convinzione è che anche l’anno prossimo Mourinho sarà allenatore della Roma. Siamo a metà contratto, un anno e mezzo, lui è molto determinato soffre per la Roma per raggiungere il risultato». Chi non sarà felice della sua eventuale partenza è Gianluca Mancini, uno dei pupilli dello Special. Della prima ora. «Il mister è diretto e schietto, lui è incisivo, ti sa cullare e ti sa “bastonare” se serve. E il vero leader della squadra», le sue parole al sito Q&A di StarCasinò Sport. «L'anno scorso quando è arrivato il mister è scattata una scintilla, lo stadio pieno dà un senso di responsabilità ai giocatori».