Fonseca vola con Mancini: e la lunga onda… azzurra

Il motore della Roma che ha riconquistato il podio è per gran parte italiano

di Redazione, @forzaroma

Podio e applausi ritrovati in una corsa Champions mai così accesa, scrive Francesco Balzani su Leggo. Alla guida della Roma distruggi medio-piccole ci sono due portoghesi come Fonseca e Pinto ma il motore è per gran parte italiano. Se la coppia d’asse centrale Veretout-Mkhitaryan realizza record (solo Gundogan ha segnato di più in Europa tra i centrocampisti), infatti, a gestire la leadership della squadra sono quattro ragazzi di azzurro vestito: il toscano Mancini, il romano Pellegrini, l’umbro Spinazzola e il friulano Cristante. Per la gioia dell’altro Mancini (Roberto) in vista dell’Europeo e per il consolidamento di un gruppo messo duramente alla prova tra il caso Dzeko, critiche e presunti ammutinamenti.

Quattro ragazzi (media 25 anni) che sono già padri di famiglia. Di recente Cristante ha visto nascere due gemelle, Aurora e Victoria. Idem per Mancini (papà di Ginevra), Pellegrini (Camilla e in attesa di Thomas) e Spinazzola (Mattia e in attesa di Sofia). Maturità anche al servizio della Roma come dimostrano le parole di Mancini: “La sconfitta con la Juve ci ha fatto rosicare“.

ùInsomma, non è stato tra quelli che ha fatto post d’entusiasmo dopo il 2-0 di Torino. Se Pellegrini ha raccolto e onorato fin qui la fascia da capitano lasciata (suo malgrado) da Dzeko va detto che proprio Gianluca ha strappato il Ministero della Difesa a Smalling.

L’ex atalantino è stato tra i migliori pure contro l’Udinese ma la sua crescita parte da lontano e sembra essere arrivata a compimento come dimostrano i corteggiamenti di Everton e Inter. Proprio il club che un anno fa ha rifiutato Spinazzola, oggi imprescindibile come dimostrano le 19 gare giocate su 22 e l’altissima percentuale di pericolo a sinistra. Sulla trequarti invece comanda Pellegrini, 4 gol e 4 assist da quando è stato spostato a ridosso dalle punte. Un ruolo che Cristante non ricopre da tempo. Bryan, il meno appariscente del quartetto, ha sempre risposto sì giocando spesso pure da difensore centrale.
Un jolly che ogni allenatore vorrebbe avere. Quattro amici che attendono il ritorno di altri due azzurri: El Shaarawy e Zaniolo. Per Champions ed Europeo.

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