La Roma si prende la Champions grazie a un Dybala extra large e con il gol di ElSha alla sua ultima con la maglia giallorossa
Verona-Roma, carica giallorossa fuori dal Bentegodi: entusiasmo e cori dei tifosi
ATTACCO
SOULÈ 6: Partenza da gara amichevole, con testa bassa ed eccessiva flemma. Riemerge a tratti dopo venti minuti cercando anche il tiro al volo respinto dalla difesa veronese. Ma resta incompiuto e va più a chiudersi che a cercare lo strappo. La ripresa la apre leggermente meglio sfiorando anche il vantaggio su punizione. Valutazioni sul futuro. (72’ El Shaarawy 8: l’ultima del Faraone è da libro, è da film, è da romanzo storico. Tanti strappi, tanto sacrificio e poi quel gol che scaccia ogni tipo di fantasma. Ogni tipo di paura. E che fa piangere lui e i tifosi romanisti)
DYBALA 9: Moscerini, afa e tensione non lo coinvolgono. Non gli interessato. Paulo ha una pazza gioia di andare in Champions e lo dimostra ad ogni pallone toccato. Ci prova con l’imbucata per Malen dopo 5 minuti di paura e riporta serenità. Quando tocca palla succede sempre qualcosa di diverso, di alternativo e di pericoloso come quando calcia la punizione sotto l’incrocio che Montipò manda in angolo. Anche nella ripresa Paulo si mette la Roma sulle spalle e fa espellere Valentini dopo una serie di calcioni e trattenute esagerate. Poi usa tutta la materia grigia per arrivare come un falco sul pallone dopo l’errore dal dischetto di Malen. Ci mette anche l’assist per El Shaaraewy, Rinnovatelo, stasera.
MALEN 7: Ci mette un po’ di pepe stavolta, alla Tarantino. Sbaglia il rigore, ma rimane lì a raccogliere il bacio di Dybala sulla ribattuta di un Montipò in versione Storari. Mancano solo Romeo e Giulietta a marcarlo, poi c’è tutta Verona. L’olandese cerca di divincolarsi dalla morsa e deve provare a prendersi palloni lontano dall’area. Ci riesce dopo 25 minuti quando mette in apprensione l’Hellas prendendosi l’angolo poi si attarda al tiro in una situazione centrale. Una gara sudata e complicata. (84’ Vaz sv)
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