La Roma cala il poker anche in faccia al Lecce e mostra un calcio spettacolare. Malen ancora sugli scudi, ma da applausi sono anche le prove di Mancini, Ghilardi e Soulé
Gasperini chiaro: "A sinistra servono attaccante e terzino. Lulli bravo, ma non va caricato"
CENTROCAMPO
Lulli 7,5: La conferma, a quest’età, vale più di un debutto. Gasp lo rimette titolare ed Emanuele conferma le aspettative rispettando come un soldato gli ordini: affonda quando serve, strappa palloni quando occorre, ripiega quando sale Ghilardi e quando deve lasciare spazio a Dybala. Un’altra prova di estrema maturità da parte di un ragazzo che tre mesi fa di questi tempi vedeva la Roma in tv. Celik chi?
Koné 7: Il fumo di Londra e le attenzioni del Chelsea non condizionano le scelte di Gasperini. E nemmeno la prova del francese che sbuca all’improvviso alle spalle dei trequartisti del Lecce e quando serve fa volare le trecce anche in zona calda al servizio dei compagni. (67’ Pisilli 6: stavolta niente lampi, ma avere in panchina uno così è tanta roba)
Cristante 7: La consapevolezza. Di conoscere il gioco di Gasperini, di una condizione fisica eccellente e di un ruolo da capitano che sta assolvendo al meglio. Arriva in un attimo sui tentativi di rimessa del Lecce e impone stazza e personalità. Insomma: de Roon dovrà sudare parecchio per insidiargli il posto da titolare.
Wesley 6,5: Ricama con Soulé, si inserisce con dolcezza e partecipa da attore protagonista all’azione meravigliosa che porta al bis giallorosso. Rispetto a un anno fa non è solo paillettes. Ora sa quando indossare lo smoking e quando mettersi comodo in tuta. Qualche sbavatura nella ripresa. (60’ Molina 6: secondo esordio in serie A per l’argentino. Anche se il clima nel finale è più da allenamento)
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