Un anno più agro che dolce caratterizzato dagli errori di Fonseca, l'addio a Dzeko e il trionfale arrivo di Mourinho. Il 10 con lode è tutto per voi

7: Abraham, Pellegrini e Zaniolo, il menage del futuro

Don’t Look up, nemmeno per sogno. Sopra la testa dei tre ragazzi d’oro di Mourinho c’è un cielo sereno e va guardato con ottimismo e pazienza. Non ci sono comete, non c’è qualcosa da negare a tutti i costi in barba alla razionalità pura. L’inglese è arrivato per sostituire Dzeko e tra pali e infortuni ha comunque messo il suo graffio sulla maggior parte delle vittorie romanista in questa stagione. Il nuovo capitano ha ereditato quella fascia proprio dal bosniaco dimostrandosi subito leader: dal gol del 4-3 allo Spezia a gennaio arrivando all’esplosione di reti e assist con Mourinho alla guida. L’anno è finito con l’ennesimo infortunio, e questo è un aspetto che va risolto. Infortuni che hanno fatto passare le pene dell’inferno a Zaniolo. Il numero 22 è uscito dalle fiamme, è tornato a rimirar le stelle e sta provando a fatica a riprendersi quel pezzo di carriera strappato dalla sfortuna. L’acuto con l’Atalanta fa ben sperare. Questa tris è la giocata che può permettere a Mourinho un finale diverso da Febbre da Cavallo.

Abraham AS Roma v Spezia Calcio - Serie A
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