Partita fortemente condizionata dal rosso a Malen. La Roma alza il muro mettendo in mostra la forza di Mancini, De Roon e Ndicka. Ma anche quella del secondo portiere

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CENTROCAMPO

WESLEY 6: Sfida con Diao da cuori forti e accelerazioni continue. Il brasiliano lo segue di continuo cambiando anche fascia. Dopo due scivoloni prende possesso della sinistra arrivando spesso sul fondo in cerca di palle tese per la fame di Malen. Nella ripresa dosa male la forza in alcuni passaggi chiave.

DE ROON 7: Conosce bene il manuale di guida di Gasp. Scivola dietro quando serve, lavora di tackle e spinte, si infila nei varchi. Meno preciso in fase di servizio in verticale ma quello che produce in mediana basta e avanza per cancellare ogni ruggine. Altro che scarpa vecchia. Lavoro supplementare nel secondo tempo per ovvi motivi.

KONÈ 6: Inizia sembrando avere una capacità di leggere il tempo e risolvere situazioni che fa pensare al Denzel Washington in The Equalizer. Ingaggia un duello ravvicinato col compagno di nazionale Da Cunha in cui si alternano ritmi da marsigliese a pause necessarie. Alcune davanti all’area amica sono decisamente evitabili. Cresce il contributo nel finale. (89’ Lulli sv)

MOLINA 6: Generosissimo nello sporcare quelle palle ricamate dal Como e nelle rincorse ad aiutare il reparto difensivo. Si vede meno in fase offensiva e a volte può apparire un po’ troppo agitato nella gestione. Resta comunque sempre vivo in un partita complicatissima. (82’ Rensch 6: interpreta bene il momento)

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