I giallorossi devono accelerare sul fronte cessioni ma il torneo sta rallentando tutto
Koné tra conferma e cessione: ecco i pro e i contro che dividono Gasp
Doveva essere la miglior vetrina possibile, rischia di diventare un’attesa che può costare cara. Anche questa volta entro il 30 giugno la Roma deve riuscire a generare circa 55 milioni di euro di plusvalenze, ma questo sta diventando l’anno più complicato per farlo. Nelle passate stagioni, le cessioni di giocatori come Volpato e Ibanez avevano permesso al club di sistemare i conti e rispettare gli obiettivi fissati mentre quest'anno la situazione si sta complicando giorno dopo giorno. E il motivo è soprattutto uno: il Mondiale. Come sempre, il torneo sta rallentando tutte le operazioni di mercato, sia in entrata sia in uscita. Il problema è che oggi gli occhi del mondo sono puntati sul Mondiale, con club, direttori sportivi, scout e intermediari che osservano e aspettano di capire chi salirà di valore, chi confermerà le attese e chi, magari, diventerà un’occasione. Per molti club non c’è alcuna fretta. Per la Roma c'è, e come e in appena una settimana deve riuscire a piazzare alcuni elementi della rosa senza svenderli.
Il Mondiale rallenta il mercato
Il terzo posto, la qualificazione in Champions League e la partecipazione al Mondiale di diversi giocatori avevano lasciato ben sperare la Roma ma la realtà è che, ad oggi, quasi nessun club ha affondato il colpo aspettando l'esito finale del torneo. Ecco perché nessuno si è ancora mosso concretamente per Ndicka, fatta eccezione per l’interesse dell’Inter che lo segue da vicino da tutta la stagione. Stesso discorso per Koné, che ieri ha fatto il suo esordio contro l'Iraq. Tutto fermo anche per chi al Mondiale è ormai un titolare inamovibile, come El Aynaoui. Il centrocampista è una delle sorprese più interessanti del Marocco, ma prima di formulare un’offerta concreta i club vogliono vederci chiaro e attendere le partite decisive. Ancora più bloccata la situazione dei calciatori che al Mondiale non ci sono nemmeno, come Soulé, che piace in Germania, o Dovbyk, per il quale la Roma non ha ancora ricevuto un’offerta ritenuta congrua. Anche in questo caso, il torneo pesa indirettamente: il Mondiale può regalare sorprese, cambiare valutazioni, aprire nuove piste e spostare le priorità dei club. E tutti aspettano di vederci più chiaro.
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