Manca solo l'ufficialità: Claudio Ranieri non sarà più il senior advisor della famiglia Friedkin e, di fatto, anche della Roma. Si conclude così anche la terza avventura di Sir Claudio nella Capitale. Una storia di ritorni di cuore, saluti emozionanti e un nuovo ruolo che, forse, gli è stato stretto fin da subito. Il duro diverbio pubblico con Gasperini è costato caro a Ranieri che si separa dal club dopo aver toccato il punto di non ritorno.

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Ranieri e la Roma, finale amaro: dal ritorno da eroe all’addio
Il rifiuto della Nazionale e il nuovo ruolo
—Alla fine della passata stagione c’è la volontà che Claudio Ranieri resti un punto di riferimento all’interno della Roma, nonostante l'intenzione di Sir Claudio di non essere più il tecnico della squadra. I Friedkin gli propongono un nuovo ruolo che lui accetta: il senior advisor. Una sorta di consigliere che interviene sulle questioni più importanti del club: dalla scelta del nuovo tecnico alla gestione del mercato. In mezzo c’è anche il rifiuto alla possibilità di allenare la Nazionale dopo l’esonero di Spalletti. Ranieri sceglie la Roma, conquistando ancora una volta il cuore dei tifosi.
La nuova stagione inizia con le migliori pretese ma col passare del tempo la presenza, tanto richiesta a Ranieri, sembra venire meno. Gli interventi pubblici sono pochi e sparsi e a Trigoria non si vede così tanto spesso. I rapporti con Gasperini non sono dei migliori fin da subito e l’appoggio nei confronti di Massara non è gradito dal tecnico. Prima del clamoroso errore mediatico nel pre gara di Roma-Pisa, anche l’anticipazione di un possibile ritorno di Totti in società, ma da lì la società è sparita con Francesco e la cena tra lui e il tecnico ha infastidito più di una persona dentro Trigoria. La sensazione è che Sir Claudio non avrebbe dovuto accettare un ruolo diverso da quello di dirigente con determinate garanzie al seguito. Le parole - pesanti - su Gasp in un momento chiave della stagione sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’addio la logica conseguenza.
Il ritorno e la scalata
—Un finale amarissimo che fa seguito al ritorno da eroe nella passata stagione. Dopo le esperienze del 2009-2011 (sfiorando lo scudetto) e la breve parentesi del 2019, Ranieri torna a guidare la Roma nel novembre del 2024, prendendo il posto di un Ivan Juric capace di lasciare incubi a tutta la tifoseria giallorossa. Sir Claudio torna ad allenare, nonostante l’annuncio di lasciare per sempre il ruolo di tecnico, ma tenendo fede alla promessa di essere sempre presente per la Roma. Da lì inizia una scalata incredibile che porta i capitolini dai bassi fondi della classifica - zona retrocessione vicina - allo sfiorare il traguardo Champions, sfuggito per un solo punto all’ultima giornata di campionato. Al termine della stagione la volontà di Ranieri è chiara: lasciare il posto ad un tecnico per costruire un progetto a lungo termine. Nell’ultima gara il tributo dell’Olimpico è mozzafiato. Un epilogo che chiude il cerchio di una storia intensa, fatta di ritorni, rinascite e un addio che sa di inevitabile malinconia.
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