L'attacco della Roma ha ritrovato l'argentino, di nuovo in gol dopo quasi otto mesi, e fisicamente ristabilito in attesa che diventi un top assoluto. Gasperini sta gestendo il portoghese nonostante le aspettative, tra cui quelle di Totti
Roma, sei già grande: ora bisogna riempire tutto il bicchiere
La Roma vola, stupisce e conquista per il suo modo di giocare, completamente votato all'attacco, intenso, di sicuro non facile da sostenere ma di certo molto diventente per chi guarda ma anche per chi è in campo. Gasperini ha trovato un equilibrio, una ossatura di squadra titolare, al netto delle sue parole su gerarchie inesistenti. Il mister giallorosso punta a completare la sua squadra recuperando qualche giocatore già in rosa e integrando i nuovi al meglio. Soprattutto in attacco, che è dove i sogni di Gasp spesso hanno spiccato il volo ma che si sono fermati a Malen, a livello di mercato. Perché Rodrigo Mora lo abbiamo visto a sprazzi. Belli, luminosi, ma ancora c'è tanto altro da scoprire del talentino portoghese. Che ha già pure incassato un sacco di complimenti dallo stesso allenatore, ora ansioso di vederlo decisivo al netto delle sottolineature sulla giovanissima età. Perché c'è enorme bisogno anche dei suoi gol per alzare il livello di competitività dell'attacco romanista, che non può fermarsi a Malen e magari Soulé.
Mora tra le pressioni e la gestione di Gasperini: col calendario fitto cerca un ruolo da protagonista
Mora è partito titolare all'esordio, un po' a sorpresa, è stato in panchina a Lecce prima di entrare e segnare il suo finora unico gol giallorosso, poi è tornato dal primo con l'Atalanta. In entrambe le situazioni dall'inizio è stato sostituito al 54'. Col Torino è subentrato, con l'Inter invece è rimasto seduto in panchina mentre in Champions col Fenerbahce ha giocato l'ultimo quarto d'ora. Partenza a razzo insomma, poi un po' di gestione da parte di Gasperini anche perché Soulé sta dando buone risposte. Oggi Mora è il grande atteso con l'under 21 del Portogallo che sfida la Bulgaria nelle qualificazioni all'Europeo, sarà sicuramente un'occasione per dimostrare di poter essere pronto subito anche per la Roma. Di pressioni a Trigoria stanno cercando di scaricarne il più possibile dalle sue spalle, anche se Totti è stato abbastanza chiaro su di lui: "Vista la cifra che è stato pagato deve fare subito la differenza". Visioni diverse senza dubbio, tra l'allenatore che deve proteggerlo e cercare di farlo rendere al suo meglio, e un tifoso ma anche e soprattutto un campione che anche da ragazzino era già davanti a tutti e per cui l'età - al cospetto del reale talento - è davvero solo un numero insignificante. C'è verosimilmente una linea di mezzo che può trovare il punto di contatto tra 'sogno' e realtà, dove cerca posto Mora. Al rientro dalla sosta di sicuro ci sarà più spazio anche a Roma per lui, classe 2007, come avevano fatto presagire le prime tre partite stagionali. Il calendario è fittissimo di impegni, con Como e Real in fila, fino ad arrivare a Napoli e Manchester.Gol e dribbling, Soulé è ripartito dopo 8 mesi. Ma ora serve lo scatto definitivo
Intanto a prendersi il posto accanto a Dybala è stato Matias Soulé, che invece veniva da una stagione travagliatissima in cui era stato comunque il secondo marcatore di tutta la rosa con 6 gol. Basti pensare che, prima di quella a Lecce del 31 agosto, l'ultima rete era stata quella contro il Sassuolo del 10 gennaio 2026. Dopodiché appena 2 assist, contro Pisa e Stoccarda. La pubalgia non gli ha dato tregua, giocava con gli antidolorifici e faticava anche ad allenarsi come ha raccontato lui stesso. Ora sembra tutto superato, o comunque quasi del tutto, con due gol importantissimi (soprattutto quello da 3 punti nel recupero con l'Atalanta) che stanno senza dubbio rassicurando anche Gasperini. Soulé fino ad ora sono stati alternativi, in sei partite tra campionato e Champions non hanno giocato neanche un minuto insieme ma si sono sempre avvicendati. Questo grazie alla forma fisica smagliante di Dybala, che però per forza di cose non potrà giocarle tutte, soprattutto per 90 minuti. Arriverà quindi verosimilmente il momento di vederli insieme, anche se per caratteristiche hanno tratti molto simili. Con Pellegrini che comunque spinge da dietro in attesa di ritrovare la forma migliore.Al momento Soulé ha la priorità quando si tratta di compilare la formazione iniziale e sono i numeri a parlare per lui, compresi quelli dei dribbling, in cui l'argentino ex Juve è in pole insieme a Malen nei giallorossi. Al terzo anno di Roma, di sicuro, e libero da noie fisiche, per Mati è arrivato il momento di fare il definitivo salto di qualità anche a livello internazionale. L'obiettivo implicito è la doppia cifra e non può che essere altrimenti: per Gasperini è un'anomalia avere un solo calciatore oltre i 10 gol e dopo Malen è proprio lui l'uomo da cui aspettarsi certi numeri. Per lui è una sorta di bivio: restare un giocatore bravo, oppure diventare un top assoluto. Discorso leggermente diverso per Rodrigo Mora, che gode di un periodo più o meno lungo di tolleranza (non troppo, per Totti) ma che ha nelle corde anche lui uno score di livello importante. In attesa di capire le mosse di mercato a gennaio della Roma e di D'Amico, che inevitabilmente saranno legate al rendimento realizzativo dei cinque giocatori offensivi (compreso anche Castro) più Pellegrini. Nei pani resta in ogni caso l'arrivo di un altro attaccante, quello che è sfumato in estate. Luiz Henrique, Leweling e Gittens sono nomi che restano attualissimi, il ds è tornato a lavorarci con convinzione. Ma per Gasperini il futuro è adesso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA