L’egoismo di Monchi, il silenzio-assenso di Totti e Di Francesco e il disinteresse di Pallotta: la squadra che emozionava e riavvicinava i tifosi pochi mesi fa non c’è più

IL DISINTERESSE DI PALLOTTA

“Sono disgustato” ha fatto sapere ieri James Pallotta. Un po’ come un deus ex machina (ah, queste macchine) commenta da Boston le vicende del club del quale è il presidente. Si fa vedere solo alle partite di risonanza internazionale, si fa sentire solo quando si parla di stadio. Eppure i cento e passa milioni arrivati dalla Champions avrebbero dovuto ingolosire uno come lui, spingendolo a migliorare quella squadra e non mettere un punto per ripartire da zero. Quello che doveva essere un punto di partenza è diventato improvvisamente un punto d’arrivo. Il suo errore è stato quello di non farsi coinvolgere mai veramente dalla sua Roma, vedendola solo come azienda e mai come una questione di cuore. Chissà che l’ondata di affetto e commozione dell’ultima settimana verso Maria Sensi e Giorgio Rossi possano insegnargli qualcosa…

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LaPresse

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