A Trigoria si balla un Samba triste e costoso: Peres non ingrana, Jesus e Palmieri hanno deluso, Gerson e Alisson non trovano spazio. Per loro Sabatini ha speso gran parte del budget di mercato

A fasce scoperte

La delusione più grande del mercato finora risponde al nome di Bruno Peres che la Roma ha prelevato dal Torino per 12,5 milioni più 1,5 di comodi bonus e percentuale sulla futura rivendita del giocatore. L’ex granata è stato il peggiore in campo nelle ultime tre uscite della squadra di Spalletti, ma è da inizio stagione che non riesce a ingranare la marcia. Impacciato in difesa, lezioso in mediana, poco incisivo in attacco. Un ibrido di difficile collocazione che avrebbe dovuto risolvere i problemi di una fascia maledetta che negli anni ha cambiato nell’ordine: Cassetti, Piris, Maicon e Florenzi. Del brasiliano ex interista Peres ha preso solo i difetti e si è fatto notare pure per un incidente alle 5,30 di mattina che Spalletti ha provato a ridimensionare. Se Atene piange, però, Sparta non ride. Sulla sinistra dopo i vari Josè Angel, Cole, Dodò, Bastos, Balzaretti, Emanuelson e Digne (unico che avrebbe meritato di restare) e in attesa di Mario Rui si sono visti nell’ordine Juan Jesus ed Emerson Palmieri. Il primo, scartato dall’Inter dopo anni di delusioni, è stato pagato 2 milioni per il prestito più 8 per il riscatto obbligatorio. Dopo fischi e critiche è finito in panchina. Il secondo, dopo il flop dello scorso anno, è stato confermato in prestito con obbligo di riscatto di 2 milioni. Anche ieri è risultato avulso dal gioco e dalle ambizioni di una squadra che lotta per il vertice.

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