Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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ALESSANDRO AUSTINI: "Tutto il mercato della Roma ruota attorno alla cessione o meno di Gervinho. Se l'ivoriano dovesse restare questo farebbe solo che piacere a Spalletti. La frenata sulle trattative credo che dipenda da alcune valutazioni che Sabatini sta facendo con il tecnico sul modulo che ha in mente di attuare, soprattutto in difesa. Perotti potrebbe essere il primo acquisto ma se ancora non lo è stato fatico a capire se la Roma lo voglia veramente così tanto. Su Gerson mi dicono che Sabatini abbia voluto accontentare il padre per non cominciare con un litigio un rapporto nato da una trattativa difficile, vinta con fatica a livello internazionale, per un giocatore che se dimostra solo l'80% di quello che si dice di lui in giro, è un nuovo fenomeno"

PIERO TORRI: “Se sei serio nel tuo lavoro e perdi nessuno ti può dire niente. Invece negli ultimi tempi questa sensazione la Roma non l’ha data. Spalletti per dare una sistemata alla squadra avrà bisogno di sei mesi, ad essere pessimisti, un mese e mezzo ad essere ottimisti. I tempi possono allungarsi anche per ‘colpa’ della società' l’immobilismo del mercato, figlio di una mancanza di cash e del cambio dell’allenatore, rischia di metabolizzare in ritardo i nuovi schemi dell’allenatore. Una squadra non si costruisce in un giorno”

AUGUSTO CIARDI: "Quello che mi piace di Florenzi è la sfrontatezza che gli permette di fare determinate cose in campo. La Roma però ha una negatività che la blocca sul piano del gioco. Castan non è sceso in campo in modo ottimale per giocare a certi livelli; prima della partita si diceva pronto poi dopo è arrivato quel post di scuse.. La Juventus è inarrestabile, nessuno riesce a fermarla in questo momento"

UBALDO RIGHETTI: "Dagli allenamenti di prima non potevi stabilire nulla. Non c'era carico, non c'era intensità e allora non riuscivi a capire se un giocatore era nelle condizioni fisiche e mentali da poter disputare delle partite. A posteriori non puoi dire 'Castan non è in condizione'. L'hai considerato uguale agli altri ed è stato un errore. Adesso le cose sono cambiate, c'è coinvolgimento fisico e mentale durante gli allenamento. Le partitelle di Spalletti sono ad altissima intensità"

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