Le parole di giornalisti ed ex calciatori sulla Roma

BATTIMURO Foto

Friedkin, questo film ci ha stancati

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Italia. Una pluralità di stazioni che fungono da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:

dan ryan friedkin Alfred Dunhill Links Championship 2024 - Previews

Emiliano Viviano (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): “La storia di Ranieri la conosciamo tutti, ma questa volta ha sbagliato. Gasperini è sempre stato questo. Ranieri ha sempre ribadito che la Roma è la sua vita, ma fare queste dichiarazioni non hanno portato bene alla squadra, soprattutto in un momento così delicato della stagione. Gasp ha sbagliato nella comunicazione. Però se gli dai fiducia vai in Champions, come ha fatto l'Atalanta. La Roma sono 8 anni che non va"

Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "Ranieri era d'accordo con l'arrivo di Gasperini, all'inizio. Poi ha sbagliato con i modi. Ma c'è un evidente retroterra che noi non conosciamo. Lui si è sempre comportato come un signore. Ora c'è qualcosa che non va."

Furio Zara (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "Ranieri, con un'offesa gratuita, ha detto che Gasperini era la quarta scelta. E il tecnico ha risposto in maniera elegante. Si giocano, quindi, due partite: una all'interno della società e una pubblica. Ranieri sbaglia con quell'uscita prima del Pisa." 

Ugo Trani (Tele Radio Stereo - 92,7):“Gasperini è sempre più lontano. Mi sembra che abbiano già ‘raffreddato’ la sua posizione, stando a quanto riportano giornali e radio. Sono passate due settimane dallo sfogo di Ranieri e nessuno si è fatto sentire. Un giorno danno fiducia a lui, un giorno a Gasp: questo non favorisce la sua permanenza. Al tecnico piemontese sarebbe bastato sapere di avere fiducia, ma non l’ha percepita. Gasp non vuole arrivare fino a fine stagione e spinge per risolvere la situazione prima. Munoz faceva parte della lista già a gennaio, ma allora non c’erano i mezzi per arrivare al giocatore. Ora che il prezzo è aumentato, è ancora più difficile. Gasp vuole una squadra. Qualcuno ha visto Koné in campo e dice che può giocare, ma se non si allena con il gruppo non può andare a Bologna. Wesley è quello che sta meglio, ma bisogna capire se ha il ritmo partita. La proprietà ha deciso di affidare le chiavi a Ranieri. La società vorrebbe ricucire con entrambi, ma non è possibile. Stanno cercando di spingere Gasp lontano dalla Roma."

Antonio Felici (Tele Radio Stereo - 92,7): "Non vorrei che i nomi di mercato fossero una distrazione da quello che sta accadendo. Mi sembra che si stia spostando l’attenzione dal problema principale. Non si può far finta di non vedere quello che è successo tra Gasperini e Ranieri. A me non sembra che ci sia una reale predisposizione all’ascolto del tecnico piemontese. Questo è il momento giusto per capire cosa vogliono fare i Friedkin: che Roma dovrà essere il prossimo anno? Possiamo aspettarci un salto di qualità? Senza Champions, andranno via due big. Gli indiziati sono chiari: Koné, con l’Inter interessata e una cifra già pronta. Ma non basterebbe a coprire gli 80 milioni necessari. L’altro è Ndicka. Il mercato, in ogni caso, lo offre lui."

Francesco Balzani (Tele Radio Stereo - 92,7): "Munoz è un giocatore che piace a Gasperini. È diverso da Zaragoza. Ha esordito in Nazionale e la sua valutazione è di circa 40 milioni. Il bosniaco costa meno, ma è anche meno pronto rispetto allo spagnolo: l’ho visto soltanto con la Bosnia. Io non sono convinto che stiano costruendo la squadra per Gasperini. Questi giocatori andrebbero bene sia per lui sia per un altro allenatore. A parte Wesley, gli altri non sono stati scelti per Gasp, ma perché erano le occasioni disponibili. Ndicka puoi venderlo a 30-40 milioni in Inghilterra, realizzando una plusvalenza importante, anche rispetto a Koné. Se non vai in Champions, devi vendere due big."

Piero Torri (Radio Manà Manà - 90,9): “Se Ranieri è ancora in società, operativo, vuol dire che la proprietà non si è arrabbiata più di tanto. I Friedkin devono avere le idee chiare e fare una scelta: questo atteggiamento non mi sembra da società competente. È l’ennesima dimostrazione della fragilità di questa proprietà, che continua ad annaspare nel mondo del calcio“.

Stefano Agresti (Radio Radio Mattino - 104,5): "Ricomporre la frattura è ai limiti dell’impossibile, poi tutto può succedere. Il fatto che Ranieri non molli è una notizia, questo impone ai Friedkin una decisione. Se uno dei due non molla devono essere loro a scegliere. Mandare via Ranieri è difficile, ma anche ricominciare un percorso con un altro allenatore, interrompendo un altro progetto è dura. Poi è dura anche trovare uno più credibile di Gasperini. La Roma è sullo stesso livello da 7 stagioni, anche per cambiare tutto bisogna avere le idee molto chiare, devono scegliere lo staff medico. Sono in una situazione molto complicata i Friedkin".

Franco Vanni (Radio Radio Mattino - 104,5): “Quando hai una proprietà lontana hai bisogno di un plenipotenziario che sia riconoscibile come capo per tutti. La cosa migliore che puoi fare è dargli incarichi veri come dg, ad o presidente come Oaktree con Marotta. Invece ci sono delle strutture leggere dove il personaggio più esposto non ha carica effettiva, comanda ma non comanda. Questo genera confusione. Spesso la governance delle aziende determina la coesione sul campo. Se vi chiedo chi comanda a Roma e Milan ci dobbiamo pensare, per l’Inter diciamo subito Marotta".

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino - 104,5): “In passato Gasperini ha sempre avuto interlocutori diretti, prima Preziosi e poi Percassi, aveva un rapporto diretto sul campo e sui calciatori. I Friedkin dovrebbero ricostruire tutto e non so se c’è tempo, poi non so come potrebbe condizionare tutto la posizione finale di classifica. Se arrivi settimo che succede? O quarto?"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti