Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
RETE SPORT
PAOLO FRANCI: “Se parliamo di risultati, Garcia è stato il miglior allenatore della gestione Garcia mi pare evidente. Io non cancello il buono fatto dal francese. Ha ridato dignità ad una tifoseria. In questa città pochi allenatori sono riusciti a non farsi trasformare in qualcos’altro. Lo Spalletti finale era cambiato, era ossessionato dai riportini e aveva perso la freschezza e la simpatia iniziale. Garcia si è fatto cambiare dall’ambiente e il quadro complessivo che è venuto fuori alla fine è diverso da quanto si immaginava all’inizio, ovvero l’uomo forte che ti prende e ti sbatte al muro. Il suo errore è stato prendere Rongoni. Quello che è successo ieri con Garcia in campo è inaccettabile, pirandelliano, con la Brienza che lo esonera su Facebook. Come si fa a definire azienda una società che si comporta in quella maniera, con Sabatini che risponde alle mail dei tifosi e giocano a tirarsi la giacchetta su chi decide l’allenatore?”.
SANDRO “FUFFO” BERNARDINI: "Con Spalletti può tornare l’entusiasmo e i tifosi ne hanno bisogno. E poi è l’ultimo ad aver vinto con la Roma. Parliamo di un tecnico che ha lavorato bene in Russia. Va detto poi che ha bisogno di tempo e in questo senso la fiducia da parte dei tifosi è fondamentale. La Roma di Spalletti godeva di un ambiente unito tra squadra e Curva, un’empatia che attualmente manca totalmente".
ALESSANDRO CRISTOFORI: "Un ‘contro’ di aver richiamato Spalletti potrebbe essere che questa scelta sarebbe simile a quella fatta con Zeman, una scelta di piazza. Un matrimonio d’interesse più che d’amore. Qualcuno potrebbe non essere convinto al 100%. La cosa che spaventa, ma è uno scotto che paghi quando un allenatore torna dove ha fatto bene, è il continuo paragone col passato".
UGO TRANI: “Sarei stato più contento se Pallotta fosse venuto qui in Italia per parlare con Spalletti. La gente è rimasta affezionata a Spalletti, è stato uno dei più bravi a far giocare la Roma. Mi sembra giusto però ricordare Garcia: lui è un allenatore che a Roma qualcosa di buono l’ha fatto, ha sbagliato a farsi convincere a non essere come quello di Lille. A Trigoria lo hanno fatto cambiare, facendogli dire poi finte verità. Mi dispiace che lo hanno sfruttato e poi nessuno gli è stato più vicino. Perché dovrebbe rifiutare il suo stipendio se lui ha portato 100 milioni dalla Champions League? Paga colpe sue, perché ci sono tante cose che non ha detto e che non ha potuto dire”
ALESSANDRO ANGELONI: “Sulla comunicazione si sono commessi tanti errori dalla Roma. Potevano anticipare il comunicato attraverso la radio e la televisione societaria. Ora cambieranno gli equilibri di chi comanda dentro Trigoria. La prima domanda che fare a Spalletti è sul sistema di gioco e su Pjanic, mi rimane qualche dubbio su dove potrà essere utilizzato. Gervinho è un calciatore troppo anarchico per i suoi gusti, come Vucinic. E’ impossibile preparare la sua squadra per la sfida contro la Juventus, ma cercherà di puntare anche sull’entusiasmo”
MAURIZIO CATALANI: “La Radio della Roma ha detto che è ancora Garcia l’allenatore della Roma. Perché il presidente vero, Sabatini, non ha fatto il comunicato? E’ triste come vicenda, sono ridicoli. L’arrivo di Spalletti non è tanto garanzia di cambio tecnico tattico, quanto di carattere. La colpa di Garcia è non essere stato caratterialmente capace di sapersi imporre sulle scelte imposte dalla dirigenza, non essere riuscito ad arginare la prepotenza di alcuni membri di Trigoria”.
MASSIMO CECCHINI: “Spalletti? Il termometro dei social dice che intorno al toscano c’è molto entusiasmo. I punti fermi della Roma di ora sono cinque o sei: Manolas, Digne, Pjanic, Nainggolan, De Rossi e Dzeko. Salah e Gervinho si giocheranno il posto”.
LUCA VALDISERRI: “Mai come oggi i giornali sono stati bravi, è stato un salto nel vuoto senza rete e i pezzi su Spalletti hanno avuto tutti ragione e sono stati ben costruiti. La prima bella notizia per i giocatori della Roma è che ci si sta già indirizzando su un calciomercato diverso da quello ipotizzato prima dell’attivo di Spalletti. Luciano non è un ‘guardiolano’, non vedremo il famoso tiki-taka nel suo gioco. Se penso a un terzino destro che con lui non può andare è Florenzi, lui è un giocatore veloce che si inserisce, lo metterà in avanti”.
MASSIMILIANO MAGNI: “Sono contento che si inizi a parlare di giocatori logici. Quello che certo è che questa vicenda ha verificato la scelleratezza della società giallorossa, che ha buttato una stagione. Un crimine commesso nei confronti della squadra e dei tifosi. Era chiaro a chiunque cosa era successo prima e dopo Roma-Palermo, ma hanno imbastito un contro romanzo per far rimanere Garcia. Ancor più crimine è continuare fino ad oggi con Garcia, nonostante tanti segnali di crollo del tecnico durante l’inizio di stagione. Ringraziamo questa dirigenza per tutto questo, adesso vediamo se Spalletti riuscirà a salvare questo anno”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA