Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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GIANCARLO DOTTO: “Quando sento parlare Pallotta e mi viene lo sconforto, per superarlo penso a Rosella Sensi e l’americano diventa una divinità. Nainggolan sarebbe una ferita, ma siamo abituati e si rimarginano. Oggi è un giocatore che ha raggiunto il top del suo valore, penso che a questi livelli potrebbe fare altri due o tre anni e basta per come interpreta la sua vita da professionista. Fosse per me non andrebbe ceduto, ma qualcuno purtroppo va venduto. Ogni anno, però, è stato fatto anche un acquisto di grido. Ora bisogna cercare un'altra punta senza fare errori come lo si è fatto con Dzeko".
ALESSANDRO AUSTINI: “L’interesse del Chelsea per Nainggolan è molto concreto, il belga è nella lista della spesa di Conte che ai tempi della Juve litigò con la società perché andò alla Roma. I giallorossi sono andati a Londra ad ascoltare le intenzioni di Abramovich e ha risposto ‘vi faremo sapere’. Non c’è accordo, la distanza tra richiesta e offerta c’è. Per me viene ceduto al 50%. Pjanic? Se arrivasse un’offerta partirebbe all’80%, ma secondo me ancora non c’è. Se ne arriva una da 30, inferiore alla clausola, la Roma ci pensa. Strootman titolare a Genova? Ci può stare, ma per me gioca col Chievo. Sabatini su Totti dice che gli aveva consigliato di lasciare quando era ancora al massimo delle sue forze, mentre il Capitano è voluto arrivare fino alla fine. Mi fa comunque pensare, da come ha parlato, che una soluzione positiva sia vicina. Mi risulta che a Sabatini la presenza di Zecca infastidisca, per come lui intende il suo lavoro. Progetto stadio? Entro la prima settimana di maggio, è tutto pronto”.
PIERO TORRI: “Io credo che la Roma l’esigenza di vendere ce l’abbia, per responsabilità, perché sta risistemando conti che andrebbero sotto la lente del fairplay finanziario. Piuttosto bisognerebbe chiedersi chi è più opportuno vendere? Penso a tre o quattro giovani, penso a Pjanic con la clausola a 38 milioni, Manolas, ma anche Nainggolan o Florenzi. Penso che uno importante verrà venduto, poi vediamo come si recupera da questa cessione. Il belga oggi ha la massima valutazione possibile e dal punto di vista imprenditoriale questo conta. Io nono sono d’accordo a venderlo, ma di fronte a un’offerta di 40-45 milioni un’impresa ha il dovere di prenderla in considerazione, ovviamente al tifoso non frega nulla. E poi non è che si smette di giocare a calcio senza di lui. Diciamo poi che per esempio la Juventus fattura 324 milioni di euro e ha lo stadio”.
UBALDO RIGHETTI: "Io so che se diamo via Nainggolan prendiamo dei giocatori forti. Perché la società vuole vincere ed è una società seria. Con Francesco non hai più il contributo che avevi anni fa, però l’allenamento deve essere sempre superiore alla partita per arrivare all’eccellenza. Per questo motivo si è allenato un’ora e mezza anche se poi ha giocato solo 10 minuti. Totti è l’essenza, non il profumo, bastano due gocce per farsi sentire".
RICCARDO 'GALOPEIRA' ANGELINI: "Ma se tu li dai via, chi sono i sostituti di Pjanic e Nainggolan? Nessuno. La Roma non sta a cuore a nessuno, neanche ad alcuni tifosi. Le parole che dice Totti l’altro giorno, cioè che i suoi gol sono serviti a far vincere la società che ama, mi hanno fatto emozionare e sono anni che diciamo queste cose. Ma c’è sempre quello che non è d’accordo. Non possiamo minimamente paragonarci alla Juventus. Loro vincono perché non permettono a nessuno di parlare e magari è perché la società non lo permette. Della Roma invece ne parlano davvero tutti".
GIANLUCA PIACENTINI: "I dirigenti non sono partiti per trattare esclusivamente il rinnovo di Totti. Sicuramente una delle priorità è il progetto dello stadio che andrà presentato a inizio maggio. Il ruolo di Zecca? ha un grandissimo rapporto con il presidente, sicuramente non decide le strategie della Roma. Però il suo consiglio è importante. Pallotta non voleva rinnovargli il contratto, credo però che Totti abbia dato una dimostrazione che se gestito nel modo giusto può fare la differenza e credo che possa essere ancora utile. La società dovrebbe fare un piccolo passo. Anche l’equilibrio trovato con Spalletti secondo me può essere importante. Ci sono tre posti giocatori davanti, servono almeno 5 giocatori da poter schierare lì e Totti, bisogna capire come usarlo. Non sono sicuro di chi rimarrà, tipo El Shaarawy per 13 milioni mi sembra esagerato, la Roma giocherà al ribasso per tenerlo. Sabatini a Londra c’è stato, non capisco perché ha detto di non sapere dell’interesse del Chelsea per Nainggolan. Con i soldi in mano Sabatini è bravo a trovare i nuovi Pjanic e Nainggolan, ma bisogna averli in qualche modo".
DARIO BERSANI: "Io andrei a vedere la difesa della Juve, ne prenderei esempio, capire come hanno fatto. Ci sarà un motivo se la Juventus è una delle migliori difese europee, se non la migliore. Gran parte dei meriti bisogna riconoscerli a Spalletti, però 80 forse non basteranno neanche per arrivare secondi quest’anno. La Roma non ha perso molte partite, ma ha pareggiato troppo. Il mercato sarà molto lungo e se la posizione in classifica sarà questa, sarà molto statico al massimo con qualche cessione. Se a Totti non viene rinnovato il contratto che succede? Vanno tutti contro allenatore e dirigenza? Serve qualcuno che riesca a gestire l’addio di Totti. La Roma cosa cerca? Devi prendere uno della stessa età di Dzeko, con esperienza, perché non puoi prendere un giovane che si deve ancora abituare".
AUGUSTO CIARDI: "Il Napoli ha commesso lo stesso errore della Roma due anni fa, perché nel mercato di gennaio non ha comprato innesti importanti. La Roma ha il miglior attacco, ha ragione Sabatini, ma secondo me il giudizio di Spalletti sarà molto importante in questa sessione di mercato. Leggo diversi nomi accostati alla squadra, come quello di Caceres, ma per la Roma spallettiana servono giocatori più forti, l’ha detto anche l’allenatore"
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