Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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GIANCARLO DOTTO: "Tra Vazquez, Wijnaldum, Sissoko ed Eriksen, io sceglierei senza dubbio "el mudo" Vazquez e Moussa Sissoko. Sono tutti giocatori molto diversi tra loro, ma tra tutti questi prenderei questi due. Sarebbero molto utili alla Roma".
FEDERICO NISII: “Teoricamente è vero che lo stadio di proprietà ti aumenta esponenzialmente il fatturato, ti porta potenzialità diverse e più entusiasmo. Io però faccio un discorso che non deve essere sottovalutato dalla Società: lo stadio si riempie perché tu mi porti dei giocatori buoni. Se pensano di mettere i biglietti di curva a 100 euro, con gli stipendi attuali delle persone, allo stadio ci andranno solo in 15 mila”.
ADRIANO SERAFINI: “L’anno scorso alla fine del mercato c’era la sensazione di essere migliorati ed eravamo tutti in qualche modo fomentati, tutto grazie anche alle cessioni di Romagnoli e Bertolacci che non hanno inciso sull’opinione dei tifosi. Quest’anno hai già perso Pjanic che aveva un peso diverso. Sicuramente saranno fatti dei miglioramenti ma non mi aspetto il grande nome. L’investimento più grande penso venga fatto per il ruolo di centrale. Quella di El Shaarawy sarà un’operazione molto onerosa per la Roma. Per Ljajic al Torino la parte più complicata è convincere il giocatore”.
UBALDO RIGHETTI: “Nel caso non si riuscissero a raggiungere gli obiettivi di mercato, non bisogna disperarsi. Spalletti deve fare un lavoro per migliorare prima di tutto la mentalità della squadra, che deve diventare vincente. Una crescita da quel punto di vista sarebbe fondamentale. A rapportarsi con la Juve si fa un errore, bisognerebbe guardare di più ad una società come il Napoli”.
DARIO BERSANI: “Credo che anche in caso di conferme di Digne e Florenzi come terzini, la Roma dovrà fare altro sulle fasce. C’è bisogno di una difesa più stabile con innesti equilibrati. Bisogna riordinare le idee prima del ritiro e capire di cosa c’è bisogno. Per Zabaleta non credo chiedano troppo vista l’età ma credo sia un acquisto giusto. Benatia non lo riprenderei visto l’ingaggio alto e la condizione fisica incerta. Parliamo sempre della difesa ma anche il centrocampo ha bisogno di ritocchi importanti. De Rossi a 33 anni è un titolare inamovibile così come Strootman che ancora lo devi vedere”.
AUGUSTO CIARDI: “Con l’arrivo di Spalletti si è parlato di addestramento della difesa ma, nonostante tutto, ha preso gli stessi gol di Garcia e questo significa che bisogna fare qualcosa. Servono 2 innesti sulle fasce, soprattutto a sinistra dove adesso sei completamente scoperto, e 2 al centro. Zabaleta e Bruno Peres sono quelli che piacciono di più. Il tempo per mettere in piedi una squadra competitiva che possa giocarsela con la Juve c’è, ma la strada da fare è lunga”.
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