Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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GIANCARLO DOTTO: "Ho delle referenze assolute su Alisson. Lui ha veramente tutto: esplosività, elasticità, personalità. Bisogna portare a Roma giocatori di carattere, ancora prima di pensare al profilo tecnico. Alisson è quello giusto. Mi fido completamente di un maestro di calcio come Spalletti. E’ partito da soluzioni che ci sono sembrate come allucinazioni, vedi la scelta di Castan e Nainggolan alla Perrotta. Bisogna fidarsi della sua sapienza calcistica. Non è la partita della Juventus quella che può cambiare le cose, ma la doppia sfida col Real Madrid in Champions League. Se la Roma dovesse superare il turno con i Blancos, contro ogni pronostico, sarebbe una vera svolta. E’ nella testa dei giocatori che deve scattare un qualcosa di importante”

FEDERICO NISII: “I problemi della Roma stanno dietro a una scrivania. Voglio ringraziare tutti i tesserati della Roma, dal presidente Pallotta fino ai magazzinieri, escludendo naturalmente Spalletti, perché io questa sera mi dovrò preoccupare del risultato di Sassuolo-Torino. Invece di gufare Lazio-Juve, dovrò guardare la partita degli emiliani, e al fatto che se i neroverdi vincessero si avvicinerebbero alla Roma. Grazie presidente, grazie dirigenti”.

GIANLUCA PIACENTINI: “Io darei tempo a Spalletti per trovare qualcosa di differente da quello visto nell’ ultima partita. Per arrivare a una soluzione convincente bisogna procedere per tentativi. Anche il suo famoso 4-2-3-1 arrivò dopo una fase di studio di precedenti soluzioni tattiche. La Roma ha chiuso per Perotti, ma il Genoa vuole far passare la decisione dell’addio come una volontà del giocatore”

ALESSANDRO AUSTINI: “Perotti? Sarei molto sorpreso se saltasse. Al momento c’è una difficoltà della Roma di chiudere ogni affare, un po’ per il cambio di allenatore, un po’ per la difficoltà economica: prima bisogna chiudere le uscite. Solo a quel punto, quando Sabatini avrà più chiaro il tesoretto, andrà sugli obiettivi. Su Adriano ho più perplessità rispetto a Perotti. A questo punto immagino ci saranno piste alternative per quel ruolo. Gervinho? Come in tutti gli affari, specie quando c’è di mezzo l’ivoriano, bisogna aspettare che sia tutto fatto. La Roma sta mettendo sul mercato un giocatore fondamentale”

DARIO BERSANI: "Contro la Juventus non ci sono vie di mezzo; il pareggio ad esempio non lo è. Per la difesa Criscito? Sì, Spalletti lo conosce e potrebbe fare al caso della Roma. El Shaarawy? Uno sfizio. Quello che contesto a Sabatini sono i cinque allenatori in cinque anni di gestione. Se non dai continuità al tuo percorso fallisci. E' in questa mancanza di coerenza che la Roma si è persa. E' un mercato sempre in divenire"

AUGUSTO CIARDI: "Con la difesa a tre non è detto che la Roma vincerà tutte le prossime partite di campionato. Ma perchè non provare? Umtiti per la difesa è un'opzione che a me piace. Gerson? Trovi un'altra soluzione che non sia il Frosinone, non puoi scoprire a metà gennaio che è uno che punta i piedi; non puoi permettere al padre che decida per te. La Roma ha un contratto depositato. Spero che non finisca con il suo ritorno in Brasile questa storia, non deve finire così. Per la difesa a me piace Criscito ma sappiamo quant'è difficile portarlo a Roma. A Sabatini contesto i vari Piris e Dodo, ed ora la gestione grottesca di Gerson. Spero che la Roma acquisisca la capacità di imporsi".

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