Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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GIANCARLO DOTTO: "Perotti? Il campione ha una specie di spartito musicale stampato in testa, agisce sui tempi musicali del campione. Una specie di sincopato. E poi la freddezza e la lucidità dell’argentino al 93’ mentre fa svenire Cannavaro, alza la testa e trova la soluzione giusta. Perotti sapevo già che fosse un campione. Ma Zukanovic mi ha veramente colpito per l’eleganza, ha anche piedi che definirei classici. Va dato merito a Sabatini. La vittoria di ieri è più di un segnale. Caspita se lo è...Per questa euforia di gruppo bisogna tornare quasi indietro al primo anno di Rudi Garcia. Sarà interessante vedere come Spalletti scioglierà l’enigma del ritorno in campo di Dzeko"

ALESSANDRO AUSTINI:Szczesny è uno dei pochi promossi pienamente in questa stagione. Peccato che la Roma abbia fatto altre scelte, anche se va detto che Alisson è di sicura qualità e prospettiva. Credo rivedremo ancora Zukanovic in quella posizione, ieri l’ha tenuta abbastanza bene, finora acquisto positivo anche se i fenomeni sono altri. La pochezza del mercato invernale di Serie A te la dà il fatto che i tre giocatori presi dalla Roma ti stanno cambiando le cose. Se pensiamo al mercato di un anno fa: Ibarbo, Doumbia e Spolli… uno infortunato, uno appena sceso dall’aereo dopo la Coppa d’Africa e uno che non abbiamo manco visto. Adesso vediamo Zukanovic che offre due buone prestazioni, El Shaarawy due gol in due partite e Perotti che arriva e fa una giocata decisiva da giocatore vero”.

FEDERICO NISII:Abbiamo criticato duramente Sabatini ma va detto che il mercato di gennaio è stato fatto bene e con intelligenza. Zukanovic è un signor difensore, non un campione ma lo vediamo come sta giocando. Spalletti non è un gestore, è uno che prende su di sé il compito di modellare un gruppo e ora già si vedono i risultati, la squadra anche oggi a lavoro con grande intensità. Con molta più amarezza avrei però detto cose simili anche col pareggio. Le esultanze scomposte di ieri dopo il 2-0 mi hanno ricordato la primissima Roma di Spalletti, quella delle undici vittorie consecutive”.

MARCO MADEDDU:Secondo me ieri è stata la partita della svolta. Quella palla benedetta di Berardi che tocca la traversa e va in curva ‘rischia’ di essere un segnale. Mi piace sottolineare quel settore ospiti pieno e secondo me non è casuale forse che il rigore sia stato sbagliato. Non faccio appelli ma spero si possa mettere da parte la scure, esprimo il desiderio che i tifosi della Roma possano tornare. Con il pubblico dietro la Roma può arrivare a risultati apprezzabili”.

DARIO BERSANI: “Segnali positivi ci sono, finalmente la Roma torna a giocare un calcio decente. Non ci stiamo esaltando, la Roma è sempre quinta e non è detto che la Roma riuscirà a strappare punti in questa giornata. I giallorossi devono ancora sdebitarsi per tutto quello che hanno fatto fino ad ora. Se Berardi avesse segnato quel rigore ora staremmo parlando di un’altra partita”.

AUGUSTO CIARDI: “Far arbitrare Calvarese è un danno per tutti, quello che ha combinato lui e il giudice di porta è incredibile. Bergomi pure manco voleva vedere il replay dei due rigori su El Shaarawy, perché? Ok, il rigore di Berardi avrebbe cambiato tutto, ma forse con un arbitro normale la Roma avrebbe chiuso la partita prima”.

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