Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
CENTRO SUONO SPORT
MAX LEGGERI: “Roma che torna a vincere e convincere. Mi viene in mente quanto successo il 5 febbraio 2005 quando nell’emergenza Spalletti tirò fuori la Roma che ci fece divertire ed emozionare. Ieri forse abbiamo sentito i primi vagiti, la sensazione è che ieri il tecnico abbia cominciato a trovare la quadratura del cerchio. La Roma si è messa l’abito della provinciale, cosa che raramente aveva fatto prima. Spesso si sono dilapidati diversi punti e un intero girone d’andata per sentirsi grande. Spalletti è anche un bravo psicologo che sa sfruttare al massimo le risorse umane a disposizione: ha rivitalizzato la vecchia guardia e motivato i nuovi arrivati, per esempio El Shaarawy".
FRANCESCO ‘CHECCO’ ODDO CASANO: “Io ringrazio Spalletti perché c’ha fatto rivivere un mix di emozioni che non provavamo da tempo. Ieri per 90 minuti più recupero ci siamo concentrati solo su qualcosa che stava tornando dalle ceneri di un momento drammatico. Il toscano è entrato a Trigoria a bordo di un carrarmato gigante per travolgere tutto e tutti e costruire una grande squadra nel prossimo biennio. A intensità di allenamenti corrispondono prestazioni di livello”.
SALVATORE D’ARMINIO: “Ammetto di aver sbagliato quando chiedevo a gran voce l’arrivo di Dzek0. Lui con lo schema di Spalletti non centra niente. Si è notato il calo fisico, la colpa è della società: doveva far arrivare Spalletti prima della sosta di Natale. Per giocare come vuole il tecnico toscano la squadra deve essere al massimo della forma, e lui ha ancora un mese per dimostrare i frutti del suo lavoro”.
CLAUDIO MORONI: “Chiedo scusa a Sabatini, io non capivo perché stesse comprando Perotti ed El Shaarawy, ieri invece ha dimostrato di avere ragione, sia lui che Spalletti. Dobbiamo essere tutti più umili e parlare di meno. Il calo del secondo tempo non è un problema di tenuta fisica, ma perché la Roma era piena di seconde e terze linee. Un’altra grande prova di Rudiger, io era il solo a tessere le lodi di questo giocatore, ora tutti lo fanno passare per il salvatore della patria”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA