Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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GIANCARLO DOTTO: “El Shaarawy? Purtroppo non riusciamo ad inebriarci più di tanto, ma speriamo che il ragazzo voglia fare della sua esperienza a Roma una rinascita. Ormai è chiaro che questa è una stagione ufficialmente perduta, buttata al vento. È una squadra malata, costruita male, con valori e giocatori che sono stati sopravvalutati, ad esempio Pjanic. Tutti quelli che arrivano a Roma improvvisamente si dimenticano del loro talento: o sono scarsi, o lo diventano. Il caso di Iturbe è stato il più eclatante, quello che succede con Dzeko forse è ancora peggio. Ora sta succedendo anche con Salah. Florenzi da quella famosa sera in poi non è più stato lo stesso, anche ieri perdiamo per una sua leggerezza in cui lui si presume Cristiano Ronaldo e non Florenzi. Io mi consolo pensando al prossimo anno, sognando che questa squadra sia quasi azzerata”.
ANDREA PUGLIESE: “Ieri Spalletti è stato chiaro, ha detto che da questo momento si può uscire soltanto lavorando. Deve diventare un mantra nella testa dei giocatori. Non si scandalizzerà nessuno se per una settimana e mezza si lavorerà tutti i giorni. Pjanic in quella posizione lo vedo proprio spaesato. Nainggolan tocca molti meno palloni, quando invece lo vedevi più basso ne toccava tanti. Entrambi in quelle posizioni perdono qualcosa per le loro qualità, ma è anche vero che se non metti Pjanic lì non hai un altro registra: è un cane che si morde la coda. Prima di dire che Doumbia possa sbarcare a Marsiglia io ci andrei cauto. Se resta è un peso troppo grosso”.
GIANLUCA PIACENTINI: “La Roma deve recuperare il tempo perso, per cui è giusto e corretto che non ci siano giorni di riposo da qui alla sfida con il Sassuolo. Mi sembra molto normale che chi deve imparare delle cose lavori tutti i giorni per cercare di farlo, è una decisione molto saggia. La sensazione che la Roma dovesse riniziare praticamente da zero non ce l’ho avuta ieri a Torino, si era capito già da tempo. Adesso fare dei processi per la partita di ieri mi sembra un po’ ingeneroso, ma non mi aspettavo qualcosa di tanto diverso. Questa è una squadra che ha veramente bisogno di ripartire, si poteva fare qualcosa in più però ci vuole pure tempo per farlo. Non è che uno dalla mattina alla sera s’inventa meccanismi e situazioni di gioco. Voglio sperare che quella di ieri sia l’ultima tassa da pagare, mettiamo un punto e cerchiamo di ripartire da sabato sera”.
FEDERICO NISII: “Da ieri sera inizia una nuova fase malinconica ed inquietante per la Roma, considerando le ambizioni di inizio stagione. In questo momento dobbiamo esser convinti di affidarci all’esperienza e alla qualità di Spalletti, che non è tornato a Roma per fare figure barbine. Per farlo però deve cambiare qualcosa al più presto. La Roma deve ritrovare la voglia di ribellarsi ad un film malinconico che sembra già scritto. Non si può già abbandonare questa stagione e pensare direttamente alla prossima. La Roma deve dare una scossa diversa, una scossa che non ho visto dal gol di Dybala in poi. Ho visto una squadra spenta negli occhi, sfiduciata, rassegnata. Io ho l’impressione che Spalletti si aspettasse una situazione molto meno grave”.
PIERO TORRI: “Io credo che alla vigilia con la partita con la Juve, alzi la mano chi pensava che la Roma potesse giocarsi la partita alla pari contro i bianconeri. Io ieri invece ho visto un inizio, ho visto un’idea di squadra. Ho la sensazione che la Roma abbia cominciato un nuovo progetto, da qui bisogna ripartire. Mi affido molto a Spalletti, mi sembra che si stia lavorando in una direzione giusta finalmente. Garcia ha lasciato in eredità delle macerie, Spalletti ha dovuto riniziare dall’ABC”.
UBALDO RIGHETTI: "Siamo tornati indietro. Più che una difesa a tre, è sembrata una difesa a cinque, alle volte anche a sei. Non hai mai guardato in verticale, Dzeko ha sempre dovuto giocare spalle alla porta, Salah non ha mai fatto un contro movimento per liberarsi dalla marcatura e cercare di levarsi di torno l'avversario. Nainggolan era talmente tanto concentrato sulla posizione che perdeva lo spunto per aggredire ed attaccare la profondità. Ho visto la Roma in grosse difficoltà, non solo sull'aspetto tattico ma anche mentale"
DARIO BERSANI: “Spalletti ha lasciato intendere che la Roma prenderà un attaccante e un difensore centrale, speriamo servino a qualcosa perché siamo a gennaio e il campionato giallorosso è già finito. È stato sbagliato qualcosa nel mercato estivo, e non si è riuscito a correre ai ripari tempestivamente. La Roma ha vinto una partita nelle ultime dodici, è più facile che arrivi sesta, settima, che in zona Champions. Il terzo posto è ancora possibile, bisogna riorganizzarsi per arrivare a quello”.
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