Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
RETE SPORT
CHIARA ZUCCHELLI: “Gervinho? Finché non vedo l’ufficialità, un 1% di dubbio con lui me lo tengo sempre. Però sì, sembra avviato sulla via della cessione. Io ero assolutamente convinta che questa squadra fosse inferiore solamente alla Juventus ma che potesse comunque far bene, tutto mi faceva pensare che questo potesse essere l’anno giusto. Probabilmente li abbiamo sopravvalutati tutti quanti, io per prima. Le ultime due partite mi hanno fatto pensare che i giudizi sono stati completamente alterati, io pensavo che questa squadra fosse più forte sotto tanti aspetti”.
PATRICK VOM BRUCK: “Il valore della rosa della Roma, checché ne dicano i diretti interessati, è scadente per giocare ad un certo livello. È all’altezza di quella dell’Inter, da terzo posto. Una rosa deficitaria su cui si deve lavorare. E ora, prendendo El Shaarawy e vendendo Gervinho, vai ad indebolirti”.
ALESSANDRO CRISTOFORI: “Faccio fatica a dire che tutto sommato va bene così, ma non va bene niente. Questa è una squadra anonima, che mi immalinconisce sempre di più. Vedo giocatori che si limitano a fare il compitino, credo che Spalletti alludesse anche a questo nel post-partita. Questa è una squadra di gente sopravvalutata, probabilmente perché sono sopravvalutati quelli che li hanno scelti. Vedo una squadra che sta lì e che aspetta che arrivi l’episodio contro, poi arriva e basta”.
UGO TRANI: “Digne e Florenzi erano tra i calciatori più in forma ad inizio campionato, ora non hanno più le batterie, non hai i cambi. Florenzi paga il fatto di essere stato accostato a Dani Alves, lo sappiamo che lo sta pagando, non ci possiamo nascondere. Quando ti celebrano così tanto ti metti su una nuvola, quando scendi con i piedi per terra non trovi più il terreno. A quell’età non si va avanti così. Il suo errore di ieri è gravissimo. Spalletti l’ha preparata giustamente la partita, ma non ha avuto la risposta della squadra. Se la Roma corresse come l’Empoli, a quest’ora avrebbe 10 punti di vantaggio su Napoli e Juve”.
ALESSANDRO ANGELONI: “La Roma ieri ha tentato di difendersi e in parte ci è riuscita, i giallorossi hanno subìto molto meno rispetto al match contro il Napoli al San Paolo. Il problema è che poi non è mai pericolosa in attacco, non crea mai uno straccio di azione pericolosa, che possa mettere in difficoltà le difese avversarie. Il problema è che non ci riesce. Secondo me il problema è che questa squadra è totalmente impaurita; a Salah non riesce più un dribbling, non riesce a fare uno scatto… Dzeko non prende un pallone, perde tutti i duelli. Sono giocatori persi dal punto di vista psicologico”
MAURIZIO CATALANI: “Sono rimasto offeso nelle mie piccole aspettative. Sono arrivati questi signori dall’America e ci hanno promesso di fare una grande Roma, io gli avevo creduto, ma ora non commetto più lo stesso errore. Pensavamo di avere una Ferrari, invece abbiamo una 500. Giocatori sopravvalutati e che non stanno in piedi, quello che manca in questa squadra, cosa che invece altre “romette” avevano, è la rabbia di recuperare la partita. Ieri non si è vista la voglia di fare risultato, di cercare di ribaltare una situazione deprimente. Pjanic non sarà mai una guida, non è Strootman, diventerà un giocatore forte solo quando andrà in grandi squadre. Il bosniaco è una "fighetta", te la puoi permettere solo se hai soldi in tasca”.
MASSIMO CECCHINI: “Spalletti mi è sembrato molto sul pezzo, ha le idee chiare. Ha ragione, alcune cose si sono viste sul campo, grazie anche a collaboratori validi. Ma questa sembra veramente una squadra con la coperta corta: se sistemi la difesa c’è un problema in attacco e così il contrario. La differenza tra la panchina della Juventus e quella della Roma è impressionante”
LUCA VALDISERRI: “Secondo me i giocatori sono messi male in campo da Spalletti. Vedendo queste due partite, Verona e Juventus, l’unico giocatore che ha tratto beneficio dal cambio modulo è De Rossi. Il tecnico sta provando, sta facendo esperimenti. Se penso alla Roma dell’anno scorso a Torino e quella di ieri mi metto le mani nei capelli, adesso la squadra giallorossa è lontana dalla Juventus anni luce. Aveva ragione Garcia quando ha detto che il gap era destinato ad aumentare. Se Buffon incontra sempre la Roma può giocare fino a sessant’anni perché non ha dovuto compiere neanche una parata. Il problema di ieri è stata proprio la differenza sul campo e proiettata in prospettiva: la Juventus si sta già preparando per il futuro, la Roma ha problemi già nel presente”.
MASSIMILIANO MAGNI: “La Juventus non è stata particolarmente brillante, ma è di un altro livello rispetto alla Roma. Io ho provato un senso di pena e di dispiacere per dei giocatori che non sono sicuramente di questo livello. Questa è una squadra devastata nel corpo e nella mente, fisicamente molle e completamente terrorizzata. La partita è stata tra una signora squadra, la Juventus, che ha provato a fare gol e guardava avanti, e la Roma, che sapeva passare il pallone solo all’indietro. La cosa confortante di ieri sono state le parole di Spalletti, che era inorridito della prestazione. Il tecnico non è stato banale, ha parlato di mercato ed è stato onesto”.
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