Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
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UGO TRANI: "Dopo due secondi posti ed il terzo dell'ultimo anno bisogna capire quali sono gli obbiettivi. C'è qualcosa che non mi quadra in questo mercato, non ci sono tutti questi soldi da spendere. La battuta del gatto maculato è finita definitivamente. La Roma attualmente ha una squadra accettabile, però, ad esempio il centravanti è in discussione e non puoi venderlo. Inoltre Dzeko ha poca fiducia sia dell'allenatore sia della piazza. Spalletti si è imposto sull'argomento portieri e ci sarà un motivo se ha voluto fortemente Szczesny. Gerson? Hanno paura di cadere nell'esaltazione eccessiva, però noi fidiamoci."
ALESSANDRO ANGELONI: "I tre azzurri reduci dall'Europeo con la Nazionale di Conte dovrebbero portare convinzione, unione di gruppo e mentalità vincente. La Roma è una squadra che non è abituata a vincere e deve capire che non si vince solo con le parole. Vorrei vedere alla Roma gente che non si accontenta, qui si viaggia a cinque metri da terra e ci si sente re. C'è la necessità di scendere dal piedistallo."
MAURIZIO CATALANI: "La cosa che mi ha colpito in più dell'Europeo in chiave Roma è la preparazione. De Rossi si è presentato all'inizio della rassegna con una massa grassa 15 ed è uscito con massa grassa 4-5. Il merito è di Bertelli, lo stesso preparatore che è stato cacciato dai giallorossi. Questa cosa fa pensare visto che abbiamo cambiato molti preparatori nel corso di questi anni. Aver mandato via Bertelli può essere paragoanta alla stessa stupidaggine di non aver fatto operare subito Strootman da Mariani, anche se lì ha influito la volontà del calciatore. Il problema della Roma è che per il momento si sta muovendo su giocatori che fisicamente non sono al top fisicamente. E' difficile preparare una fase difensiva con questi calciatori. Sono cinque anni che la Roma ricomincia da capo, adesso ricomincia con Baldini e ricominciamo col 'progetto'".
MASSIMO CECCHINI: "C'è il rimpianto di non aver visto De Rossi calciare un rigore. Mi auguro che questi siano giorni giusti per portare volti nuovi. Più giocatori avrà Spalletti a disposizione per il ritiro più potrà trasmettere le sue idee. Il ritiro è il momento pieno della didattica, il momento dove puoi veramente plasmare una squadra o anche un singolo giocatore, interiorizzare certi meccanismi. Fai capire che idea di calcio vuoi. Poi è vero che ci sarà la tourneé americana ma potete immaginare come si lavora: viaggi lunghissimi, un giorno di allenamento, parti, giochi, il giorno dopo defaticante, allenamento. Si farà tutto a singhiozzo. Questi a Pinzolo sono i giorni per mettere benzina sulle gambe."
FRANCESCA FERRAZZA: "C'è da capire la questione portieri. La permanenza di Szczesny va ad intaccare anche la situazione dei preparatori. Nanni che essenzialmente è in rotta con la Roma e Sabatini aspetta perché risulta essere il preparatore preferito di Szczesny. Quindi se rimane Szczesny rimane Nanni altrimenti c'è proprio un nuovo preparatore sei portieri da prendere."
LUCA VALDISERRI: "La Roma non mi sembra in grado in questo momento di mettere soldi sul tavolo. Siamo ancora nella fase in cui si cercano sconti. Ljajic? Con Mihajlovic c'è un rapporto padre-figlio di quelli tosti. Per lui andare a Torino sarebbe un suicidio professionale, per questo credo stia aspettando almeno un'offerta dal Milan. E' difficile fare mercato, i campioni sono pochi e i giocatori normali non è detto che li debba prendere subito per forza."
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