Storia di Mattia, invidiato ma già predestinato

Il ragazzino che ha ricevuto da Totti la fascia ha colpito i dirigenti con i suoi numeri

di Redazione, @forzaroma

Da domenica Mattia Almaviva è diventato l’11enne più invidiato d’Italia: nel momento più emozionante di una serata che nessuno voleva che finisse mai, Francesco Totti si è tolto la fascia di capitano, gliel’ha legata al braccio, lo ha baciato, ed è scappato verso un futuro che nessuno conosce, neppure lui.

Pochi minuti dopo la Roma ha dato la sua versione ufficiale: lo abbiamo scelto perché è il capitano dei Pulcini 2006, il più piccolo con la fascia del settore giovanile. Il più giovane a disposizione, perché c’è anche un gruppo di 2007, che però è a Bergamo per un torneo. E così l’onore in mondovisione è toccato a lui: fece uno dei camp estivi con la Roma, stupì per tecnica, velocità e facilità di calcio, scrive Francesco Oddi su “La Gazzetta dello Sport“. Non poterono portarlo subito a Trigoria perché il gruppo dei 2006 non era stato ancora allestito, passò alla scuola calcio dell’Acqua Acetosa, stagione 2014-15. Il primo marzo venne in visita il presidente Pallotta, con Baldissoni e Giovanni Malagò, organizzarono un’amichevole dimostrativa, scelsero il gruppo dei 2006, e Almaviva fece numeri d’alta scuola, col 10 sulle spalle, una di quelle prove per cui chiedi il nome e lo mandi a memoria. La scorsa stagione, dopo poche settimane, lo promossero a Trigoria, affidandolo a Pietro Donadio, quello che, nel 2014, accolse Cristian Totti. Chissà se anche a Francesco lo hanno detto: il ragazzino a cui ha lasciato la fascia è considerato da tutti un predestinato, anche prima dell’unzione all’Olimpico.

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