Quanti guai al San Paolo. Strootman cerca la rivincita

Il centrocampista olandese al San Paolo ha subìto il suo primo grave infortunio. Domani proverà a riscattarsi dopo un periodo buio

di Redazione, @forzaroma

Allo stadio San Paolo è legato il ricordo più brutto della sua carriera, quattro anni fa. Il 9 marzo del 2014, infatti, il ginocchio di Kevin Strootman ha fatto crack proprio a Napoli, nel momento probabilmente migliore della sua vita. Da quel giorno è cominciato il calvario, che ha portato a tre operazioni nell’arco di due anni, e la sua carriera ha preso una piega diversa. Anche per questo, domani, il centrocampista olandese cercherà di prendersi una rivincita. Almeno personale. Ne ha bisogno lui, finito al centro delle critiche da parte della tifoseria a causa di un rendimento al di sotto delle sue possibilità, e ne ha bisogno la Roma, reduce dalla sconfitta col Milan che ha complicato la corsa ad un posto in Champions. D’altronde, il Napoli è un vero e proprio tallone d’Achille per Strootman,che sempre al San Paolo, un mese prima dell’infortunio, aveva rimediato un’espulsionenella gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia, persa dalla Roma 3-0 dopo aver vinto 3-2 (con un gran gol di Kevin che gli valse il soprannome di «lavatrice», insieme a una prestazione maiuscola) quella di andata. Strootman in quell’occasione fu accusato di aver sputato verso il pubblico del Napoli (circostanza, questa, sempre smentita dal calciatore), che non lo ha perdonato tanto che al San Paolo, dopo il suo infortunio, sono stati esposti anche degli striscioni che ironizzavano sulle sue condizioni fisiche. Nonostante la poca simpatia nei suoi confronti, Strootman qualche settimana fa ha rilasciato un’intervista in cui riconosceva la superiorità tecnica del Napoli (e della Juventus), invitando praticamente la società giallorossa a prendere esempio, soprattutto nella continuità tecnica e nelle mancate cessioni, da quella napoletana. Dichiarazioni che non sono state particolarmente gradite a Trigoria, soprattutto perché provenienti da un calciatore che dovrebbe essere un leader tecnico della Roma. Per quanto tempo ancora, però, non si sa. Il suo nome, insieme a quelli di Dzeko e Nainggolan, è uno di quelli più gettonati per una cessione eccellente, che potrebbe verificarsi in estate. Lui ha già detto che vorrebbe rimanere, anche solo per riconoscenza visto il trattamento ricevuto dalla società durante i suoi infortuni, e nel frattempo pensa solo al campo e a vincere più partite possibili. Possibilmente già da domani al San Paolo, per sfatare la sua maledizione.

(C. Zucchelli)

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