Le vongole, Amra, i desideri: il paradiso di Dzeko

Dalla scelta di preferire Roma al Chelsea allo scudetto, i consigli della moglie come assist perfetti: “Ma lui sa quello che vuole”

di Redazione, @forzaroma

Rispetto, comprensione, supporto: potrebbero essere le parole chiave dell’evoluzione del rapporto tra Edin Dzeko e la Roma e invece sono le basi di quello tra l’attaccante e Amra, sua moglie. Se oggi il numero 9 è alla Roma, il merito è anche della donna che gli è accanto e, più di tutti, lo ha convinto a non andare al Chelsea a gennaio, ricorda Chiara Zucchelli su “La Gazzetta dello Sport“. La storia è nota, meno note invece le parole di Amra.

Ieri Edin era al mare a festeggiare davanti a un piatto di spaghetti alle vongole, Amra invece domenica guardava con figli e cani la partita. E si godeva l’esultanza di Edin, raramente così istintiva. Ci teneva, il bosniaco, ad iniziare il quarto anno da romanista col piede giusto. Da febbraio, dal no al Chelsea che ha fatto il giro d’Europa, tra campionato e Champions, Edin ha segnato 12 gol in 21 partite. Merito di uno stile di vita impeccabile e di una serenità familiare che raramente si vede nei giocatori.

Non voglio imporre la mia opinione a nessuno, non l’ho mai fatto – ha voluto chiarire Amra in un’intervista a “Azra Magazin” –. Penso che in una coppia sia importante sostenere i sogni e i desideri dell’altro con equilibrio“. In teoria il sogno di entrambi sarebbe quello di andare a Los Angeles, dove hanno casa, ma il legame creato con Roma ha messo tutto in discussione. “Non ci piace programmare: non so dove ci porterà il prossimo contratto di Edin, se ci sarà, o se resteremo qui o ancora dove mi porterà il mio lavoro“.

Dopo Germania e Inghilterra, Dzeko sogna lo scudetto in Italia. Senza alzare la voce, ma con la voglia di dare ai compagni la forza di credere che questo, pur con sua maestà CR7, possa essere l’anno giusto: “Lui è uno tranquillo – ha raccontato ancora sua moglie –. Nostra figlia Una è testarda come me, Dani invece è come lui, mia suocera dice che Edin da piccolo era così, anche se sapeva quello che voleva“.

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