Pur in procinto di firmare il rinnovo, l’azzurro è ai ferri corti con gli ultrà. In 4 anni dalla simpatia alle ruggini
Alessandro Florenzi potrebbe spiegarvi come si fa a passare da "bello de nonna" – ed erede incontrastato di Totti e De Rossi – a "trenta denari", come gli hanno cantato due giorni fa gli ultrà della Roma, che in soprammercato hanno gorgheggiato: "Levati la fascia". Tutto questo a un calciatore romano, romanista e per di più in procinto – forse già questa settimana – a firmare un contratto che, a 27 anni, dovrebbe legarlo ai colori giallorossi quasi a vita.
Dopo la simpatia collettiva, la gloria. Ovvero il gol al Barcellona da centrocampo, segnato il 16 settembre 2015. Pausa. Come riporta "La Gazzetta dello Sport", i «florenzologi» di Trigoria raccontano che forse questa è stata la data che avrebbe provocato una (presunta) mutazione. Una sorta di linea d’ombra che avrebbe separato il ragazzo umile che era stato dal calciatore ambizioso che è diventato.
VIDEO - Latina-Roma, coro della Sud contro Florenzi: "Trenta denari"
L’autostima deve essere cresciuta, tant’è che – oltre a crescere le voci di freddezza con Totti – in quello stesso mese, a Torino, Spalletti lo riprende dopo che il ragazzo aveva mugugnato uscendo dal campo. Il resto è storia recente. Prima la «via crucis» del doppio infortunio, quindi – nel gennaio scorso – i problemi con gli ultrà per non essere andato, da capitano, sotto la Sud dopo la partita persa in casa con la Samp (doveroso: rischiava la squalifica) e infine la dura trattativa per il rinnovo, tanto lunga che Monchi non ha escluso l’addio.
(C. Zucchelli - M. Cecchini)
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