Di Francesco: “Decido io. E se non mi seguono sarò il primo a salutare”

Il tecnico sul confronto con la squadra: “Ascolto e valuto, ma le scelte sono sempre mie. Oggi possiamo far bene al San Paolo”

di Redazione, @forzaroma

Alla fine gira un po’ tutto intorno a questo concetto qui: “Quando parlo con i ragazzi io ascolto e poi decido. Ma non è un segno di debolezza. E mi dà fastidio che questa cosa venga confusa. Deciderò sempre io il sistema di gioco e i giocatori faranno sempre quello che dico. E se vedrò che invece non ci sarà risposta, sarò il primo a salutare“. Il Napoli-Roma di Eusebio Di Francesco inizia così, mettendo i puntini sulle «i». Un conto è essere disponibile e dialogare con il gruppo, un altro passare per debole, scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport“. “La condivisione per me è fondamentale per arrivare a certi risultati – continua il tecnico della Roma in conferenza – Ma confondere la disponibilità e l’educazione con la poca personalità e la capacità di non saper interagire è una cosa sbagliata“. Chiarito il concetto (in relazione al confronto avuto in settimana dal tecnico con il gruppo sull’utilizzo di un modulo piuttosto che un altro), Di Francesco si è poi tuffato direttamente sulla partita.

Le partite diventano sempre di meno e dobbiamo riprenderci il posto in Champions – dice Di Francesco — Abbiamo bisogno di fare risultati, l’avere conquistato pochi punti contro le squadre che ci stanno davanti è un fatto che ci sta togliendo qualcosa. Dobbiamo restare in partita con maggiore continuità, è quello che ci è mancato nelle ultime gare. Con il Napoli non ce lo possiamo permettere, perché abbiamo di fronte una squadra in grande condizione psicologica e fisica. Ma nonostante la classifica in questo momento dica altro, al San Paolo abbiamo le potenzialità per far bene“. La sfida di questa sera è anche a livello filosofico. Sarri contro Di Francesco e viceversa. “Sarri ha iniziato molto prima di me e al di là delle sconfitte e degli esoneri è uno dei migliori allenatori in circolazione. È passato dal 4-4-2 al 4-3-1-2 e ora al 4-3-3. La sua mentalità l’ha portato ad avere una squadra nata per giocare con il 4-3-3, lui è stato bravissimo a dargli grandi motivazioni ed a fargli capire le due fasi. Noi invece non diamo continuità a determinati momenti, dobbiamo migliorare sotto l’aspetto mentale, non dobbiamo perdere il filo conduttore alle prime difficoltà ed uscire dalla partita”.

Oggi Di Francesco si aggrapperà a quelli con maggiore esperienza per fare risultato, con i rientri di De Rossi, Florenzi e Strootman. E, probabilmente, la conferma di Nainggolan: “Sta smaltendo i postumi della botta con il Milan, vedremo come sta”. Chiusura con l’aneddoto su Balotelli: “È un giocatore che allenerei sicuramente. Anzi, due anni fa ci ho anche parlato per portarlo con me al Sassuolo. Ha grandissimi mezzi, è un giocatore stimolante“. Difficilmente, però, arriverà alla Roma.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy