De Rossi vola più in là di Totti e accarezza il sogno

L’amicizia tra i due simboli della Roma e una finale cercata insieme e mai raggiunta

di Redazione, @forzaroma

Poco più di due anni fa, esattamente il 21 febbraio 2016. Il giorno dell’oltraggio alla storia, per molti anche qualcosa più in là. Di fatto, il giorno in cui Spalletti allontanò Francesco Totti da Trigoria, cacciandolo dal ritiro pre-Palermo a causa dell’intervista rilasciata alla Rai. Quella stessa sera, subito dopo la partita ci fu un altro capitano che prese Totti e lo coccolò. “Dai France’, si va a cena, io e te. Senza se e senza ma”. Quel capitano era quello attuale della Roma, una volta Capitan Futuro oggi solo Daniele De Rossi. Perché poi, nonostante qualcuno abbia provato anche a far credere il contrario, De Rossi e Totti si vogliono bene. Quel giorno De Rossi sentì la necessità di vivere quel gesto, perché se tocchi la storia tocchi anche lui, che della Roma è un altro pezzo di storia. E perché se un amico soffre, è giusto consolarlo. Esattamente come oggi Totti sente la necessità di star vicino a De Rossi, capitano di una Roma che sogna la Champions. Proprio quella coppa che lui ha sempre desiderato vincere. E dove invece, non è mai andato oltre i quarti. De Rossi no, si è spinto più in là, almeno fino alla semifinale. Ma per chi si aspetta che il sentimento degeneri in invidia è destinato a restare deluso.
Per anni ci hanno provato insieme ad accarezzare quel sogno. Ma poi niente, impantanate nelle paludi inglesi. Una volta con l’Arsenal, due con il Manchester United. Ma il simbolo di quella rincorsa al Sogno (già, con la S maiuscola) sono proprio loro. E non è un caso che subito dopo la vittoria con lo Shakthar l’Uefa abbia caricato sul suo canale Youtube un video con le immagini più belle e toccanti di Agostino (Di Bartolomei), Totti, Florenzi e De Rossi. I figli di Roma, le anime colorate del Sogno. Oggi quel percorso lo guida proprio De Rossi, l’uomo che di Francesco ha ereditato tutto: fascia, leadership, simbologia.
Che questa semifinale sia però anche un po’ di Totti, a Trigoria lo pensano in tanti. La sera col Barcellona De Rossi era capitano e condottiero, di certo gladiatore. “Se ci credono loro, ci dobbiamo credere anche noi”, il suo discorso alla squadra prima del via, riferendosi all’amore che trasudava dalle tribune dell’Olimpico. La Roma ci ha creduto e ha vinto. E domani si va a giocare un altro pezzetto del Sogno. Totti sarà lì a tifare per i suoi come se fosse in campo. Senza invidia, ma con il cuore. Per tutti e per l’amico Daniele. E chissà che stavolta non sia lui a dire a De Rossi: “Dai Daniè, si va a Kiev”.

(A. Pugliese)

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