L'allenatore rossoblù: "Ho zero dubbi, non mollo un centimetro, da me non vedrete sceneggiate o cazzotti alla panchina. Roma? Molto forte ma penso alla partita con la Fiorentina"
Da De Rossi a Cristante: la Roma di Champions riparte dal capitano
Daniele De Rossi è esattamente come lo vedi: diretto, profondo, sincero. Nell’espressione di un volto “abbacchiato” – per sua stessa ammissione – si legge la frustrazione per un avvio di campionato da un punto in 5 partite, ma negli occhi resiste forte la voglia di riscattare una stagione partita nel modo sbagliato. Difficilmente l’allenatore del Genoa risponde in maniera superficiale, e non l’ha fatto nemmeno in questa occasione. Un momento in cui sarebbe più semplice trincerarsi dietro dichiarazioni di facciata a cui gli uomini del pallone hanno ormai abituato, ma DDR no. Le sue parole a 'La Gazzetta dello Sport':
Lei è lo stesso dell’anno scorso o qualcosa è cambiato? “Qualche giorno fa una persona che mi vuole bene mi ha mandato una foto di me che esulto scivolando in ginocchio sotto la gradinata, aggiungendo che la gente vuole rivedermi così. Ma che devo fa’? Che vado ad esultare dopo una sconfitta? Quando l’anno scorso sono andato a salutare i miei ex tifosi sotto la Sud avevo grinta in volto? No. Ero abbacchiato. Potrei fare un bel cinema in panchina: urlare, sbraitare, insultare i calciatori, attaccarli in conferenza come fanno tanti miei colleghi. Battere i pugni e dire che 'i giocatori devono prendersi le responsabilità e fare gli uomini, tirare fuori gli attributi'. Ma questa roba qui da me non la vedrete”.
Qualche mese fa salvò il Genoa subentrando, fin qui cosa non ha funzionato? “Io non ho mai mollato un centimetro, anzi sto al campo più di quanto facessi l’anno scorso. I numeri vanno letti, e dicono che qualcosa non va in zona offensiva: la squadra arriva al limite dell’area 5-6-7 volte magari anche in un tempo solo, ma poi non calcia. È il nostro più grande problema. Da un’azione potenziale non tiriamo, non facciamo assist, non concretizziamo il gioco. A livello difensivo non stiamo concedendo troppo, per occasioni concesse saremmo al 12° posto in classifica. So che a volte paga di più fare le sceneggiate, saltare, dare cazzotti alle panchine, lanciare una bottiglietta quando un giocatore sbaglia per rimarcare l’errore. Non è quello che voglio. Finché avrò le spalle abbastanza larghe per difendere i miei giocatori continuerò a fare questo lavoro. Quando mi vedrete fare il pagliaccio per scaricare le colpe vorrà dire che sarò agli sgoccioli”.
Magari si è insinuato qualche dubbio? “Io ho zero dubbi. Idee chiarissime. Adesso siamo in una situazione in cui guardare indietro non ha senso. Con il mio staff abbiamo deciso di pensare che siamo subentrati adesso. Facciamo finta che fino ad oggi abbia allenato un altro. Cerchiamo di 'mangiare il pollo con le mani'. Devo capire io come fare”.
Crede che la Roma possa davvero insidiare l’Inter nella corsa allo scudetto? “È una squadra molto forte, ma il mio unico pensiero va alla Fiorentina alla ripresa del campionato: sarà un impegno delicato”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA