Stop Dzeko-Sanchez, manca la quadra

Il problema è la differenza degli ingaggi dovuta al decreto crescita. Ora le scuse di Edin oppure dovranno intervenire Pinto e Fienga

di Redazione, @forzaroma

Per ora non si fa. Dzeko rimane a Roma, Sanchez a Milano. Guai però a dare la trattativa per morta. Perché mancano ancora tre giorni alla chiusura del mercato e la stessa vicenda ha dimostrato come il colpo di scena sia sempre dietro l’angolo, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero”. Senza contare che la Roma è in grave difficoltà nella gestione di un caso che di ora in ora diventa sempre più complicato.

Il problema emerso sin da giovedì tra i due club riguarda la differenza tra gli ingaggi dei giocatori: i due guadagnano infatti più meno la stessa cifra al netto (Dzeko 7,5 milioni, 7 Sanchez). Nel caso del cileno, però, i nerazzurri possono usufruire dello sconto sulle tasse previsto dal decreto crescita. Di conseguenza, lo stipendio del cileno che al lordo lievita 9,1 milioni, crea un risparmio per chi lo deve pagare pari a 2 milioni. Che la Roma avrebbe dovuto colmare o attraverso il cash oppure prendendo in prestito un altro calciatore (Pinamonti o Radu) che avrebbe così coperto con l’ingaggio i 2 milioni mancanti. Dopo una nottata di consultazioni interne, a Trigoria hanno deciso, almeno per adesso, d’interrompere la trattativa. Con il like al volo di capitan Pellegrini, su Instagram, per festeggiare la fumata nera.

E adesso? Ricordato che mancano ancora 72 ore al termine della sessione invernale, se Edin resterà in giallorosso andrà trovato un compromesso con Fonseca. Pinto riuscì a sanare una situazione simile al Benfica con l’ex milanista Taarabt. Il pesante insulto (reiterato) rivolto da Edin al tecnico, reo di non farlo entrare nel match di Coppa Italia contro lo Spezia (dentro solo ai supplementari), al quale è poi seguito un turbolento ritorno negli spogliatoi con frizioni molto accese tra l’attaccante e almeno un membro dello staff, merita secondo Paulo delle scuse. Non soltanto a lui, ma alla squadra. Il bosniaco – benché sollecitato dai compagni per adesso fa muro.

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