Roma, stadio di emergenza: a rischio l’Europeo in Italia

Il numero uno dell’Uefa Ceferin non permetterà di giocare la competizione senza pubblico

di Redazione, @forzaroma

Aleksander Ceferin, numero uno dell’Uefa, dà la sveglia a mezza Europa, o almeno alle 12 città (Amsterdam, Baku, Bilbao, Bucarest, Budapest, Copenaghen, Dublino, Glasgow, Londra, Monaco di Baviera, Roma e San Pietroburgo) con le loro rispettive federazioni che dovranno ospitare Euro 2020. Ceferin, si legge su Il Messaggero, sa perfettamente che a giugno non si potrà giocare senza pubblico, sarebbe un danno economico, oltreché svilente come immagine. Le parole del primo ministro inglese, Boris Johnson (“giochiamo l’Europeo in Inghilterra”), hanno dato l’assist a Ceferin per dare una sorta di ultimatum alle altre Nazioni.

“Stiamo lavorando a diversi scenari, ma l’opzione di giocare in stadi vuoti è fuori discussione. Ogni città dovrà garantire la presenza del pubblico”. Chiaro, definitivo. Senza pubblico “non è un’opzione”. Stando alle parole di Ceferin, rilasciate alla tv inglese Sky Sports, sono diversi i paesi a rischio. L’Italia lo è inevitabilmente. Roma deve darsi da fare per non perdere l’ennesima occasione (dopo le Olimpiadi) per rilanciarsi. In ballo il lavoro diplomatico di Figc, Governo e Cts per rilanciare l’Olimpico come stadio Europeo. Sì ok, ma da qui a giugno come si fa a prevedere se nell’impianto potranno essere ospitati i tifosi? L’Italia si sta attrezzando. Il presidente Gravina resta convinto che Roma non mollerà. Se la Uefa dirà sì alla finale di Coppa Italia il 19 maggio a Roma (l’alternativa è San Siro), l’Olimpico potrebbe essere usato come test per il pubblico. Sempre quel 30 per cento che servono per l’Europeo. Un primo passo verso la resurrezione.

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