I giallorossi non vanno oltre il pareggio a Bologna: Dzeko rimonta la rete di Pulgar. Palo di Strootman

La Roma rallenta in Emilia e, pur restando sul podio, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, non mette ancora al sicuro il 3° posto. L’alibi della sfida di mercoledì al Camp Nou contro il Barça non regge, anche perché Di Francesco, schierando i migliori giocatori a disposizione e preservando in partenza solo Dzeko, ha mandato il giusto messaggio al gruppo: la Champions di domani ha la priorità su quella del presente. La prestazione, però, è stata insufficiente. Nel gioco e nel ritmo.

La Roma, pur avendo sempre il controllo della gara, ha passeggiato in campo. Senza mai accelerare, è sembrata subito statica, scontata e lenta. Così ha permesso al Bologna di abbassarsi comodamente nel 4-5-1, tanto rinunciatario da costare alla fine pure i fischi a Donadoni del pubblico. Dopo poco  si è fermato Nainggolan: risentimento muscolare alla coscia destra. Dentro Gerson che non è riuscito nemmeno a fare il compitino. Pulgar, aiutato da Poli e Donsah, detta invece legge. Schick, schierato da centravanti, ha avuto una chance all’alba della sfida e subito dopo Santurro ha fatto l’unica vera parata sul colpo di testa di De Rossi. Che, dopo la chiusura di Gerson nell’area giallorossa, ha saltato sul destro di Pulgar, ingannando Alisson. Il vantaggio dei rossoblù ha cambiato il film della partita.

Crotone-Roma Di Francesco El Shaarawy

Schick, prima dell’intervallo, ha avuto 3 occasioni: la migliore, colpo di testa schiacciato a terra, non è stata sfruttata da Strootman che ha colpito il palo a porta vuota. Il tridente inedito, comunque, fa cilecca. El Shaarawy non decolla a destra, Perotti si accentra inutilmente da sinistra.

Dopo un’ora, entra Dzeko per El Shaarawy. Schick, da trequartista, esce dal match, ma Perotti a sinistra riprende quota e con Kolarov spaventa il Bologna. Sono loro che disegnano l’azione del pari: Perotti entra in area e prepara il colpo di testa di Dzeko che festeggia il 18° gol stagionale (14° in campionato).  A destra nel finale c’è Defrel, fuori Strootman e Gerson di nuovo a centrocampo. I giallorossi, però, raccolgono solo calci d’angolo: 11. E non li sfruttano quasi mai: già 221 battuti in 30 partite e solo 3 reti realizzate. Questione di testa, sempre e comunque.

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