L'allenatore chiede la conferma del nucleo storico, ma con l'aggiunta di tre pedine di valore. La società pensa all'ennesimo ribaltone, nonostante le difficoltà dell'operazione
Roma, le rivoluzioni non si annunciano. Si fanno
Rivoluzione o meno, siamo vicini al redde rationem. Perché se è vero che la storia insegna come i cambiamenti sia meglio effettuarli che annunciarli, far volutamente sapere urbi et orbi qualcosa che i risultati paradossalmente potrebbero stravolgere nel giro di un mese è alquanto rischioso. Perché poi sarebbe interessante capire come si porrebbe il club di fronte a un gruppo che tra mille difficoltà riuscisse clamorosamente a tagliare il proprio traguardo stagionale. Ma nella cronaca quotidiana - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - l'obbligo è attenersi all'attualità. Rivoluzione, quindi. In tal caso le domande sono lecite: 1) Con quali soldi la società pensa di attuarla se la Roma non dovesse arrivare in Champions? 2) Cedendo almeno un paio di big per i noti problemi relativi al Fpf, congelando i rinnovi di Cristante e Mancini e lasciando partire a zero Pellegrini Celik e Dybala (più El Shaarawy). quanti titolari servirebbero il prossimo anno? Cinque? Sei? 3) E quanti soldi si potrebbero ricavare dall'eventuale cessione del Cristante o Mancini di turno? Il problema, quindi, lo ha paradossalmente centrato Gasperini. La domanda è quindi un'altra: quanti di questi che sono arrivati hanno messo in panchina Mancini, Cristante, Pellegrini, Celik e Dybala? Così quando il tecnico asserisce sabato di far attenzione a volersi liberare troppo facilmente di alcuni calciatori. Tre innesti mirati di valore (un esterno alto a sinistra, un centrocampista alla Ederson o Rios e un terzino mancino), quindi, volti a non dover obbligare i vari Cristante, Pellegrini e Mancini a giocare 60 partite all'anno. Ma la Roma può permettersi di avere 3/4 calciatori che guadagnano tre milioni in panchina? Quesiti che nascondono quello più importante, relativo all'allenatore. Se merita fiducia, va assecondato in tutto e per tutto. Altrimenti si riparte con l'ennesima rivoluzione tecnica.
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