"Bove? Giocavano insieme sia a tennis che a calcio, si sono conosciuti da piccolini sui campi", le parole di Francesca Neri
Hummels, Cobolli e la sfida di palleggi con la palla da tennis. Il tedesco: "Ho perso"
Il sogno di Flavio Cobolli si è fermato solamente in finale del Roland Garros, dove si è dovuto arrendere davanti a uno Zverev quasi impeccabile. Il tennista romano e romanista, però, è entrato in Top 10 mondiale per la prima volta e ora punta all'Atp 500 di Halle (dove debutterà contro Tiafoe). Francesca Neri, mamma di Flavio, preferisce stare lontana dai riflettori, ma nelle ultime ore ha concesso un'intervista a La Nazione in cui ha svelato diversi retroscena e curiosità su suo figlio. Queste le sue parole: "È un figlio veramente stupendo. È generoso e buono, anche troppo, pure se sembra burbero. E poi è bello. No? A casa non si parla assolutamente di tennis, semmai parliamo della Roma. Stefano è stato bravo a smussare il carattere di Flavio, che come il padre vuole sempre avere ragione. Io invece sono il classico mediatore. Mi potrebbero dare una laurea ad honorem”.
Poi, sul percorso di Flavio nelle giovanili della Roma e l'amicizia con Bove: "Fino ai 13 anni ha fatto tutto doppio e abbiamo cercato di non imporgli la scelta. A un certo punto si è trovato oberato e ha deciso lui. Mi sento di dire che gestiva meglio l’ambiente del tennis rispetto a quello del calcio. Bove? Giocavano insieme sia a tennis che a calcio, si sono conosciuti da piccolini sui campi. Quando l'ho visto crollare in campo ho provato una grande paura da mamma. Però adesso viene sempre vicino a me alle partite". E sui tatuaggi: "Ne ha trenta, se non di più... ho perso il conto. Ma tutti lo legano a qualcosa di familiare. Quello del simbolo di Firenze? Mi ha fatto una sorpresa... soprattutto al padre. Poi è corso a farsi anche il lupo della Roma".
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