"Bove? Giocavano insieme sia a tennis che a calcio, si sono conosciuti da piccolini sui campi", le parole di Francesca Neri

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Hummels, Cobolli e la sfida di palleggi con la palla da tennis. Il tedesco: "Ho perso"

Il sogno di Flavio Cobolli si è fermato solamente in finale del Roland Garros, dove si è dovuto arrendere davanti a uno Zverev quasi impeccabile. Il tennista romano e romanista, però, è entrato in Top 10 mondiale per la prima volta e ora punta all'Atp 500 di Halle (dove debutterà contro Tiafoe). Francesca Neri, mamma di Flavio, preferisce stare lontana dai riflettori, ma nelle ultime ore ha concesso un'intervista a La Nazione in cui ha svelato diversi retroscena e curiosità su suo figlio. Queste le sue parole: "È un figlio veramente stupendo. È generoso e buono, anche troppo, pure se sembra burbero. E poi è bello. No? A casa non si parla assolutamente di tennis, semmai parliamo della Roma. Stefano è stato bravo a smussare il carattere di Flavio, che come il padre vuole sempre avere ragione. Io invece sono il classico mediatore. Mi potrebbero dare una laurea ad honorem”.

2026 French Open - Day Eleven

Poi, sul percorso di Flavio nelle giovanili della Roma e l'amicizia con Bove: "Fino ai 13 anni ha fatto tutto doppio e abbiamo cercato di non imporgli la scelta. A un certo punto si è trovato oberato e ha deciso lui. Mi sento di dire che gestiva meglio l’ambiente del tennis rispetto a quello del calcio. Bove? Giocavano insieme sia a tennis che a calcio, si sono conosciuti da piccolini sui campi. Quando l'ho visto crollare in campo ho provato una grande paura da mamma. Però adesso viene sempre vicino a me alle partite". E sui tatuaggi: "Ne ha trenta, se non di più... ho perso il conto. Ma tutti lo legano a qualcosa di familiare. Quello del simbolo di Firenze? Mi ha fatto una sorpresa... soprattutto al padre. Poi è corso a farsi anche il lupo della Roma".

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