Roma, l’esonero che non c’è

Roma, l’esonero che non c’è

Pallotta non decide e delega Monchi. Di Francesco al momento è salvo, ma la rivoluzione è solo rimandata

di Redazione, @forzaroma

Di Francesco si dimetta, oppure venga cacciato. Sono i principali inviti (dal chiacchiericcio social e radiofonico a a quelli che si son presentati a Trigoria a manifestare il loro dissenso) che vengono presentati al tecnico della Roma, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Per molti è responsabile unico, per altri è uno dei principali e poi c’è anche chi crede che sia colpevole di niente o di poco, perché i principali protagonisti della crisi sono da ricercare nei piani alti, da Pallotta a Monchi.

I giocatori? Anche loro si sono beccati una bella dose di insulti e di accuse, a Trigoria e non solo. Kolarov e Manolas quelli più colpiti, se non altro per le loro reazioni (prima della partenza per Firenze) e dopo la sfida con la Fiorentina (direttamente rivolti al settore ospiti del Franchi) nei confronti dei tifosi, per non parlare del litigio plateale tra Cristante e Dzeko, non certo gradito dalla gente (e dai dirigenti).

La situazione è in continua ebollizione. 1) Il presidente Pallotta è molto critico e preoccupato per il futuro, si è affidato a Monchi (chiedete a Monchi, ask Monchi, rispondeva agli interessati al futuro di Di Francesco, che lui avrebbe mandato via già da mesi, dal 31 agosto scorso, Milan-Roma, un girone fa), che ha costruito la squadra, partendo proprio dall’allenatore, sua creatura romana. 2) Monchi riconosce alcuni sui suoi errori – mercato non esaltante in estate e zero mercato ora – si aspettava qualcosa di più dai calciatori e ora non vuole abbandonare l’allenatore: chiede di arrivare a fine stagione per poi tirare le somme.  Se non arriveranno i risultati sperati (quarto posto) più di una testa sarà sacrificata, tanti si rimetteranno in discussione, per ora si naviga a vista. 3) Di Francesco ieri ha parlato – da solo – con la squadra, trattati i soliti temi: la tenuta atletica, psicologica, queste improvvise amnesie, le continue malattie e ricadute.

Contro il Milan possibile il ritorno al 4-3-3. Come a dire: abbiamo giocato come volevate voi, se questi sono i risultati, si fa come dico io. Il gruppo, a quanto pare, è pronto a ripartire, magari non troppo convinto. Ma quale sarà il punto di caduta? La società fa filtrare che le cose non cambieranno nemmeno in caso di sconfitta. Un impegno nobile, ma poi sarà possibile mantenerlo? Vedremo.

Paulo Sousa è sempre l’uomo buono per tutte le stagioni, così come Panucci e l’ideona per l’estate è Sarri.

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